Il Video sulla Castelluccia: Solo fantasie e don Ciccio Santese ribalta le accuse

Il video sulla Castelluccia che gira in rete: solo fantasie. Lo dice in una nota l’Imprenditore e proprietario Francesco Santese che ribalta e accusa di un golpe.

Santese: “Oggi l’unica speranza è nel commissario prefettizio che sembra aver preso a cuore il nostro castello, persona seria ed equilibrata che non ha interessi personali. Un’attesa che dura da 35 anni“.

battipaglia_castelluccia

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da (POLITICAdeMENTE) il blog di Massimo Del Mese

BATTIPAGLIA – La storia della Castelluccia di Battipaglia, mentre prosegue inesorabile il suo degrado, tiene ancora banco e per come stanno le cose continuerà ad essere di atanto in atnto al centro dell’attenzione, senza però prendere alcuna decisione. Decisione che non può, per nessuna ragione al mondo, escludere la proprietà. Proprietà che fa osservare che in rete sta circolando un video che vede protagonista ancora una volta la Castelluccia di Battipaglia, nel quale si accusa la proprietà di aver demolito parte della struttura.

A tale proposito l’imprenditore Francesco Santese, in merito al video in questione, precisa: Nessun muro portante nè tantomeno nessuna parte della struttura originale del Castelluccio è stata demolita, il materiale di risulta visibile nel video è il risultato di alcuni crolli avvenuti negli anni 80. Crolli che comunque non riguardavano il castello stesso, ma ambienti di servizio costruiti in epoca recente. In questo momento abbiamo solo provveduto a pulire e a rimuovere le piante che rivestono le mura esterne delle strutture, senza intaccare il castello originale.

Da 35 anni – si legge ancora nella nota – non si effettuavano lavori simili che hanno messo alla luce lo stato di degrado in cui versa il simbolo più amato di Battipaglia. Ancora una volta sono costretto a sottolineare che nessun amministratore ha mai mostrato interesse a programmare interventi sia sul Castelluccio sia sull’ampia area collinare circostante, finalizzati alla realizzazione di una città di servizi che avrebbe restituito a Battipaglia il ruolo di città capofila della piana del Sele.

Innumerevoli sono stati negli anni i progetti presentati al Comune, – ricorda Santese nella sua nota – il primo nel 1985, a cui non è seguita alcuna risposta da parte degli enti; una nuova richiesta di autorizzazione è stata inoltrata nel 1989, stesso destino. Nel 1994 ho riprovato con un nuovo inoltro ma anche in questo caso, nessuna risposta. Nel 2000 il consiglio comunale decide di tentare il golpe per sottrarmi l’edificio storico. Golpe fallito. Nel 2010 un nuovo inutile sollecito. Oggi l’unica speranza – conclude l’Imprenditore Francesco Santese nella sua qualità di proprietari – è nel commissario prefettizio che sembra aver preso a cuore il nostro castello, persona seria ed equilibrata che non ha interessi personali. Un’attesa che dura da 35 anni“.

Si ricorderà che solo qualche giorno fa l’associazione Civica Mente di Battipaglia, attiva ormai da più di un anno, rifacendosi ad una sua iniziativa lanciata lo scorso maggio con la campagna #RipartiAmo #Battipaglia che aveva il chiaro intento di valorizzare i simboli culturali presenti sul territorio cittadino.

Nel contesto di questa azione, l’Associazione culturale Civica Mente aveva concentrato la sua attenzione al Castelluccio di Battipaglia, prima scrivendo e divulgando una relazione dettagliata sull’antico immobile, consegnata alle soprintendenze d’ambito, riportandone la descrizione dello stato attuale, poi aderendo alla campagna del F.A.I. (Fondo Ambiente Italiano) “I luoghi del cuore”, la candidò ad un eventuale piano di recupero.

Indipendentemente da ogni buona volontà, come nel caso in ordine di tempo, dell’Associazione Civica Mente, la storia recente e meno recente della Castelluccia e dei tanti approcci mai giunti veramente al capolinea hanno riempito una serie di faldoni, che lo stesso Santese ricorda a partire dal 1985 al 2010, fino a quelli genuinamente di oggi. Ebbene in tutti questi anni evidentemente non vi è stata nessuna reale intenzione di risolvere il “Caso Castelluccia“, caso che passa attraverso due ipotesi: La prima, quella che il Comune di Battipaglia ne rilevi la proprietà e se ci riesce poi a ristrutturarla, farne l’uso che ne vuole; La seconda, quella in capo al proprietario, che dovrebbe poterne realizzare un suo recupero, ovviamente a presentazione di un progetto che risponda ai criteri di recupero armonico dell’intero maniero; entrambe le ipotesi, in ogni caso, impegherebbero cifre iperboliche, e se il Comune non riesce a promuovere un’azione di acquisto e di recupero per mancanza di fondi, non può assolutamente vietarne un qualsiasi intervento che non lo veda cadere al suolo, pietra dopo pietra.

Don Ciccio Santese, respingendo ogni accusa si rivolge direttamente ai Commissari Straordinari, e nel aprendo la partita ad un nuovo dialogo, sperando non sia biblico, lancia un’accusa gravissima e che certo non si può tacere nel momento in cui asserisce sempre rivolgendosi al Commissario “persona seria ed equilibrata che non ha interessi personali“, lasciando intendere che sulla vicenda vi siano state persone che avevano interessi particolari. A ci si riferisce Santese? Chi sono quelle persone? a quali circostanza si richiama?

Battipaglia, 28 novembre 2014

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