La Mozzarella di Bufala Campana Dop è salva. Si è vinta una battaglia

Una battaglia vinta. Il Governo ha recepito le proposte del Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana, al quale il Comune di Eboli ha aderito. Un “attentato” sventato.

Una sonora bocciatura: per parlamentari nazionali ed Europei, che non hanno tutelato un patrimonio locale; e per i ministri dell’Agricoltura Zaia e Galan per essere stati “partigiani”. Immaginiamo fosse successo al Parmiggiano Reggiano, al Prosciuto di Parma o al Brunello di Montalcino?

mozzarela-di-bufala-campana-dop-

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EBOLI – La Mozzarella di Bufala Campana Dop è salva. Sulla Gazzetta Ufficiale del 24 aprile 2013 è stato pubblicato il decreto del ministro delle Politiche Agricole, Mario Catania, con cui il Governo ha sostanzialmente recepito le richieste del Consorzio di Tutela. E non poteva essere altrimenti alla pari di qualsiasi altro prodotto di altri Consorzi di tutela, come quello del Parmigiano Reggiano o di alcuni vini da vitigni tipici Italiani ed europei. Ma la cosa grave è che si è dovuto arrivare ad una forma di protesta perché questo principio basilare venisse accolto.

Luca-Zaia-Giancarlo-Galan

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Va da se che nel mentre si esulta per il Degreto del Ministro delle Politiche Agricole Catania, non si può che bocciare sonoramente la deputazione campana, ivi compreso i Parlamentari europei, che in sede parlamentare i primi, e in quella comunitaria i secondi, non hanno saputo “tutelare” abbastanza quelle tipicità che sono patrimonio del mezzogiorno. Identica Bocciatura va indirizzata alle furberie dei vari ministri che si sono susseguiti al Dicastero delle Politiche Agricole negli ultimi anni, dal leghista Luca Zaia al Pdiellino Giancarlo Galan, che assumendo ruoli di parte, hanno pensato di generalizzare alcune produzioni, complicandone altre, dimostrando che in questo particolare settore non si può essere partigiani. Immaginiamo solo per un attimo la canea che si sarebbe sollevata se ad essere aggredito sarebbe stato il Parmiggiano Reggiano, e se magari un prodotto similare si poteva realizzare in Calabria o in Campania, allo stesso modo immaginiamo che il prosciutto di Parma si sarebbe potuto produrre in Puglia, o il Brunello di Montalcino a Benevento, e magari solo questi prodotti, costringendo le aziende a produrre salami e altri vini in altri stabilimenti. Non sarebbe stato giusto, così come non è giusto allo stesso modo, introdurre una legislazione che certo non aiutava i produttori aderenti al Consorzio della Mozzarella di Bufala Dop e la produzione della mozzarella stessa, costringendoli vieppiù ad abbandonare la produzione Dop per una generica.

mozzarella-di-bufala-campana-dop

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Una battaglia che non si doveva proprio iniziare, se vi fosse stata un poco più di attenzione e un poco più di rispetto per un prodotto eccezionale tipico di un’area specifica e per le centinaia di produttori della Mozzarella di Bufala campana DOP e di tutta la filiera, che tra l’altro il centro di maggiore produzione è la Piana del Sele, con centinaia di allevamenti bufalini moderni e centinaia di Caseifici super moderni, che fanno dell’eccellenza la loro missione.

Il provvedimento contiene novità fondamentali: per tutti coloro che fanno parte del sistema Dop sarà infatti possibile continuare sempre a produrre nello stesso stabilimento mozzarella Dop e altre tipologie (ricotte e mozzarelle non Dop). Contestualmente si obbligano i produttori ad acquistare esclusivamente latte di bufala proveniente dall’area Dop, per qualunque prodotto intendano realizzare.

La Giunta Municipale, lo scorso 3 aprile, con propria deliberazione, aveva aderito alla petizione promossa dal Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana.

Francesco Bello

Francesco Bello

Il Ministero delle Politiche Agricole aveva disposto che a decorrere dal 30 giugno 2013,  gli operatori del settore avrebbero dovuto produrre la Mozzarella di Bufala Campana in stabilimenti esclusivamente dedicati a tale lavorazione.

Un provvedimento che, dunque, avrebbe comportato gravi disagi ai produttori del settore, molti dei quali avrebbero dovuto abbandonare la DOP, per dedicarsi alla produzione di formaggi non certificati, prodotti con latte bufalino anche di altra provenienza, di costo e di qualità inferiori.

A riguardo interviene l’assessore alle Attività Produttive e Turismo Francesco Bello: Sono davvero soddisfatto L’Amministrazione Comunale ha aderito con convinzione alla petizione e siamo ben lieti di aver contribuito alla salvaguardia della mozzarella di bufala, un prodotto tipico della nostra dieta mediterranea.

Melchionda Martino

Melchionda Martino

Si tratta – prosegue l’assessore Bello – di un provvedimento estremamente positivo, che tutela da una parte i caseifici presenti sul nostro territorio, che, dunque, potranno continuare a produrre la mozzarella Dop nei propri stabilimenti, e dall’altra tutela anche il lavoro degli allevatori; difatti, viene rivisto il disciplinare, prevedendo, per chi intende mantenere il marchio di origine protetta, l’acquisto esclusivo di latte proveniente dall’area Dop, e quindi locale”.

Soddisfatto il Sindaco di Eboli Martino Melchionda:Con la nostra delibera a sostegno della mobilitazione per salvare la mozzarella di bufala campana Dop abbiamo dato un segno concreto di vicinanza e sensibilità politica nei confronti delle esigenze dei produttori caseari del nostro territorio e dell’intero settore.

Esprimo soddisfazione per il provvedimento del Ministero delle Politiche Agricole, che ha recepito le istanze del Consorzio di tutela della mozzarella di bufala, istanze che il Comune di Eboli ha condiviso e sostenuto”.

Eboli, 27 aprile 2013

1 commento su questo articoloLascia un commento
  1. Allora c’è qualche speranza anche per i provoloni che stanno ad Eboli!!!

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