Coraggio, dimezzate Deputati e Senatori

Una Manovra Democratica che coinvolga le minoranze, fatta di misure che spengano la rabbia e il disprezzo degli italiani verso i loro rappresentanti.

Gli italiani sono arrabbiati. I Politici si sono distribuiti  indennità, vitalizi, rimborsi, uffici e case  nel centro di Roma a spese dello Stato, privilegi varie.

Sergio Romano

Coraggio, dimezzate deputati e senatori

di Sergio Romano

ROMA – Di tutti i peccati che la classe politica italiana non cessa di commettere, quello di avant’ieri (una seduta di Palazzo Madama a cui hanno partecipato soltanto undici senatori) è probabilmente uno dei più veniali. In altre circostanze avremmo sorriso e perdonato. Oggi fatichiamo a capire.

Il problema non è la maggiore o minore presenza di parlamentari per una occasione puramente procedurale. Il vero problema è quello della totale insensibilità di una larga parte del ceto politico per i sentimenti e gli umori del Paese.

Non è necessario essere osservatori di mestiere per sapere che gli italiani sono arrabbiati.

Senato-Vuoto-finanziaria-bis

Sanno che anche i politici, come certi banchieri, si sono distribuiti bonus generosi: indennità, vitalizi, rimborsi, collaboratori spesso pagati in nero, pasti semi-gratuiti, uffici semi- privati affittati nel centro di Roma a spese dello Stato, facilitazioni di varia natura.

Sanno che molti politici hanno una concezione privata della loro funzione e se ne servono permeglio perseguire i loro personali interessi.

Sanno che un parlamentare avvocato, tanto per fare un esempio, può continuare a esercitare la sua professione anche se questo sottrae tempo al suo incarico e lo espone a un continuo, virtuale conflitto di interessi. Credevano di avere eletto un servitore dello Stato e si accorgono di avere dato i loro voti a una corporazione.

Evidente da tempo, questa insofferenza è stata inasprita dalla congiuntura economica. La classe politica chiede ai suoi connazionali di stringere la cinghia, ma si limita a qualche modesto sacrificio. Non ha capito che non esistono soltanto i conti del bilancio statale. Esistono anche quelli della democrazia, vale a dire del rapporto fra gli eletti e gli elettori. Non ha capito che non esiste soltanto il mercato dei valori finanziari, dove gli Stati e le aziende devono dimostrare la loro serietà e credibilità. Esiste anche il mercato dei valori democratici, dove ogni uomo politico deve rendere conto dei voti ricevuti e provare la sua affidabilità.

Per raddrizzare il Paese non basta quindi una manovra finanziaria. Occorre anche una manovra democratica, vale a dire un pacchetto di misure che serva a spegnere i sentimenti di rabbia e disprezzo che molti italiani provano per i loro rappresentanti.

Se il problema maggiore, come sembra, è quello del Parlamento, converrebbe cominciare, il più rapidamente possibile, dal numero dei parlamentari. In altre circostanze avrei preferito che il dimezzamento del Senato coincidesse con una più precisa definizione delle sue funzioni in uno Stato federale e quello della Camera con una migliore ripartizione della funzione normativa tra il governo e il Parlamento.

Oggi, se la classe politica vuole dare un segno di attenzione per i malumori della società, le circostanze impongono misure più rapide e quindi un progetto di legge sottoscritto dal governo e da tutti quei settori della minoranza che sono pronti ad approvarlo.

L’iniziativa avrebbe tre effetti positivi: darebbe una risposta al Paese; dimostrerebbe che la riforma della Costituzione è una materia su cui maggioranza e opposizione possono lavorare insieme; direbbe agli speculatori che la nave Italia non ha alcuna intenzione di andare a fondo.

Roma, 19 agosto 2011

2 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Da Beppegrillo.it:
    http://www.beppegrillo.it/2011/08/la_manovra_economica_dei_cittadini/index.html
    “La manovra economica dei cittadini”
    I sacrifici li devono fare i cittadini. I sacrifici li decidono i parlamentari. I parlamentari non fanno sacrifici. E’ il teatro dell’assurdo. Forse abbiamo perso il senso della realtà. I media usano la tecnica della confusione e ci becchiamo come i polli di Renzo prima che gli sia tirato il collo. Proviamo a ridefinire le regole. I sacrifici li devono fare tutti. I sacrifici li decidono e votano i cittadini. I parlamentari fanno i sacrifici. Così va meglio.
    Nel minipost “La manovra economica” ho proposto:
    – Taglio delle spese militari e rientro delle missioni di guerra in Libia e in Afghanistan
    – Abolizione di tutte le pensioni parlamentari in assenza di un periodo di contribuzione pari a quello di tutti gli altri cittadini
    – Abolizione immediata dei finanziamenti pubblici ai partiti a partire dal prossimo settembre
    – Abolizione dei finanziamenti diretti e indiretti ai giornali con effetto retroattivo al primo gennaio 2011
    – Contribuzione del 60% dei capitali regolarizzati con lo Scudo Fiscale
    – Statalizzazione di tutte le concessioni in mano ai privati
    – Abolizione immediata di tutte le province. Riduzione del 50% del numero dei parlamentari
    – Abolizione delle doppie e triple pensioni
    – Tetto massimo per ogni pensione di 3.000 euro al mese
    – Cancellazione delle Grandi Opere Inutili (Tav Val di Susa 22 miliardi, Ponte Messina 4, Gronda Genova 6, ecc.)
    – Eliminazione delle Authority e degli stipendi dei trombati dalla politica lì collocati.

    Ho ricevuto più di 500 contributi. Non posso, per ragioni di spazio, elencarli tutti, ne riporto solo alcuni. In assoluto la misura più gettonata è l’introduzione dell’ICI per gli immobili del Vaticano, molti propongono l’uscita dall’Euro o il default immediato. Ecco un breve sommario:
    – Abolizione finanziamenti pubblici alle scuole private
    – Abolizione finanziamenti ospedali privati
    – Detrazione di tutte le spese documentabili per fare emergere l’evasione stimata in 130 miliardi
    – Aumento tassazione case e uffici sfitti per calmierare il mercato degli affitti e ridurre la speculazione edilizia e il riciclaggio dei soldi delle mafie
    – Recupero dei 98 miliardi di euro evasi dalle società di slot machines
    – Eliminare ogni buonuscita per incarichi pubblici (esempio per i consiglieri regionali)
    – Dimezzare i parlamentari o in alternativa chiudere il Senato
    – Tassazione della prostituzione
    – Cancellazione di tutte le auto blu
    – Eliminazione delle pensioni multiple
    – Favorire il lavoro a distanza
    – Obbligo di pareggio di bilancio per ogni ente pubblico
    – Abolizione fondi pubblici a attività venatorie o di carattere privato.
    Vi invito a proseguire con altri suggerimenti. Le misure proposte saranno votate con un sondaggio sul blog. Per ognuna saranno definiti i potenziali risparmi. Un documento riassuntivo sarà disponibile in Rete e inviato per conoscenza ai parlamentari per chiederne la messa in discussione nella immancabile manovra economica d’autunno. Lo ignoreranno, ma ancora per poco. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

  2. Ancora una volta la classe politica italiana ha perso una occasione per fare bella figura.
    Va benissimo tagliare Comuni e Provincie al di sotto di un certo numero di abitanti (io sarei stato ancora piu’ drastico) ma sarebbe andato ancora meglio se si fossero tagliati Deputati e Senatori, se si fossero tagiati tutti i costi aggiuntivi che questi signori comportano, e invece l’unico taglio che si sono fatti sono i viaggi in aereo ( sempre gratis ) ma in classe turistica. Però in molti stanno pensando all’abolizione del prelievo sopra i 90.000 ( tutti i Senatori e Depetuti l’avrebbero pagata ) e in compenso si vorrebbe aumentare l’ IVA così la pagano TUTTI e TUTTI allo stesso modo, solo che pesa molto di piu’ su chi guadagna poco e ancora di piu’ su chi guadagna meno di poco. Mandiamoli a casa TUTTI.

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