9 aprile 1969- 9 aprile 2009: 40 anni dai moti di Battipaglia

Battipaglia non era più la stessa. Allora piansi in quella Piazza . Oggi invece, quando ci passo alzo gli occhi verso quella finestra.

La stazione occupata

La stazione occupata

BATTIPALIA – Sono trascorsi 40 anni da quel fatidico 9 aprile del 1969. L’anniversario dei moti di Battipaglia. Ero un giovane studente del “Fabio Besta” e in quel giorno c’ero anche io. Scendemmo in piazza con la solita generosità dei giovani a fianco dei lavoratori e delle lavoratrici, che scioperarono contro la  chiusura del Tabacchificio e dello Zuccherificio.

La chiusura di quelle Aziende, anche considerandone l’indotto, metteva in crisi l’intera città, tenuto conto che circa la metà della popolazione ne traeva la loro unica fonte di guadagno.

Scontri con la Polizia

Scontri con la Polizia

Lo Sciopero Generale fu l’unica conseguenza possibile e fu sentito e partecipato da tutta la città, anche da noi studenti, e molti di noi benché non fossimo di Battipaglia avvertimmo la necessità di partecipare in quanto riconoscevamo l’importanza per l’economia cittadina di quei due opifici.

Lo Sciopero Generale era sentito anche per un’altra ragione, era l’occasione per dare la solidarietà alle tabacchine che da ben una decina di giorni occupavano lo stabilimento di S. Lucia. Sulla Città aleggiava lo spettro di una crisi, che aveva già toccato con la chiusura alcune industrie di trasformazione conserviere e che si preannunciava drammatico per migliaia di lavoratori che inevitabilmente avrebbero perso il loro posto di lavoro.

Carmine Citro

Carmine Citro

L’occupazione dello stabilimento di S. Lucia, lo Sciopero Generale con la mobilitazione di tutta la Città, dagli operai, ai commercianti, agli studenti, furono una risposta straordinaria ma ben presto vi furono momenti di tensione e, come spesso accade, successivamente sfociarono in veri e propri moti. Battipaglia divenne un teatro di violenti scontri, si alzarono le barricate e si bloccarono tutte le vie di uscita e di accesso, si occupò la Stazione ferroviaria. La Polizia caricò, e quella che doveva essere una grande giornata di solidarietà verso chi voleva mantenere il proprio posto di lavoro si trasformò in una insurrezione popolare.

Teresa Ricciardi

Teresa Ricciardi

Il bilancio: due morti, centinaia di feriti, decine di automezzi bruciati (della Polizia e di privati) e danni incalcolabili. La polizia sparò e persero la vita Carmine Citro, studente diciannovenne colpito alla testa, e Teresa Ricciardi, una professoressa trentenne colpita al cuore da un proiettile mentre era affacciata insieme a suo fratello alla finestra.

In quel giorno, passato tristemente alla storia, la notizia si diffuse in fretta in tutti gli angoli della Città e la rabbia prese il posto della ragione fino a degenerare. Per avere ragione di una Città ferita e inferocita ci vollero, per le forze dell’ordine, all’incirca una ventina di ore.

Battipaglia non era più la stessa. Allora piansi in quella Piazza. Oggi invece, tutte le volte che ci passo alzo gli occhi verso quella finestra.

Nell’occasione presso il Salone del Comune di Battipaglia ci sarà un dibattito con la partecipazione: del Commissario Prefettizio di Battipaglia Alfonso Noce; la Storica della Fondazione “Di Vittorio”, Gloria Chianese; Carlo Ghezzi, Presidente della Fondazione “Di Vittorio”; Mario Vignola, Senatore della Repubblica; Giuseppe Cacciatore, Docente universitario; Franco Tavella, Segretario generale CGIL Salerno; Michele Gravano, Segretario generale CGIL Campania. Concluderà Stefania Crogi, Segretario generale FLAI CGIL NAZIONALE. Nel corso del dibattito saranno ascoltate le testimonianze di Silvana e Liliana Citro, sorelle del giovane Carmine e sarà proiettato un filmato dell’epoca.

L’iniziativa si inserisce in un percorso più articolato che continuerà fino a maggio quando, a Salerno, si svolgerà un convegno con importanti ospiti del mondo della cultura, della politica, del giornalismo, del sindacato.

9 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Una lucida e drammatica testimonianza. Sia di monito per non dimenticare mai.

  2. Mi dispiace come questa tragedia che ha visto protagonista la nostra città sia stata manipolata da candidati a sindaco come Santomauro, senza scrupolo e senza ritegno. Vergogna

  3. La vergogna è un sentimento che fa onore a chi lo prova, ma non credo che ci sia stata “manipolazione” di un evento tanto lontano nel tempo…Santomauro, a mio avviso, sta cercando, in tutti i modi di creare quel senso di “condivisione” o come lui dice, parafrasando il grande Gaber, il senso di “appartenenza”, alla città .Ricordare eventi che hanno visto la nostra città unita e compatta non è cosa da poco ed a mio avviso è proprio di questo che la nostra città ha bisogno, ritrovare il senso della comunità, anche attraverso i dolorosi “ricordi comuni” .
    Comunque sono d’accordo con te , gli eventi tragici non vanno strumentalizzati, soprattutto, quando ciò avviene “a caldo”, quando sono sotto gli occhi di tutti il dolore e lo sgomento delle persone…
    La vergogna che è un sentimento sconosciuto a Silvio Berlusconi, dovrebbe provarla chi ,come lui ha fatto in questi giorni, ha usato una città sconvolta e distrutta, come l’ennesimo palcoscenico su cui esibirsi e farsi pubblicità. Di questo bisogna vergognarsi!

  4. Mi ripugna che la Rivolta di battipaglia diventi veicolo delle solite strumentalizazioni sindacali e di sinistra. Sappiamo bene che la popolazione battipagliese in quei giorni cacciò i sindacalisti a pedate nel sedere dalla città… evitando che su di una tragedia di estrema rilevanza sociale, per la quale era in gioco la dignità storica di un’intera comunità, ci mettesse le mani la squallida e pretestuosa propaganda marxista-sindacale.

  5. Immagino che la stessa ripugnanza l’hai provata in questi giorni quanto il premier Berlusconi ha trattato il dolore umano come un fenomeno da baraccone ed una città martoriata come un palcoscenico su cui dar prova del suo istrionismo…!!!

  6. Certo anche con Berlusconi…

  7. risposta a SILARUS:
    secondo me non capisci un C…. sei solo un opportunista come del resto lo sono tutti i PAPPONI che ancora oggi parlano di destra e sinistra.
    La politica è morta !!!! Ki l’ha ammazzata?????
    GLI ITALIANI AVIDI DI SOLDI…. forse quelli che come si suol dire tirano la pietra e nascondono la mano.
    Il popolo di Battipaglia era UNITO NEL 1969 non come oggi che di VERI BATTIPAGLIESI non ce ne sono e si riempiono solo la bocca di varie STRONZATE .
    Oggi si vendono MAMMA BATTIPAGLIA per un pugno di Euro, nel 1969 vigeva soprattutto l’AMORE per la CITTA’ e non a caso questo messaggio fu percepito anche dai ns. vecchi rivali EBOLITANI, i quali si rimboccarono le maniche e corsero immediatamente in aiuto della BELLA BATTIPAGLIA.
    ……… poi……. non è rimasto + niente . 2010 SOLO FORBICIONI.

  8. per ros hai ragione, anche i battipagliesi corsero per lo sciopero della fiat almeno in queste cose ebolitani e battipagliesi sono uniti, sia di monito!!!!!

  9. il 9 aprile al comune è stato visto un filmato storico inedito del 1969 il sindaco e l’addetto stampa sui manifesti e durante l’intervista si sono dimenticati di dire chi avesse fatto quel documentario .Complimenti x la memoria storica

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