Formisano (IdV) interroga il Governo: Via il Segreto di Stato

COMUNICATO STAMPA

L’onorevole Aniello Formisano segretario regionale Campania dell’Italia dei Valori e Assunta Nigro componente del coordinamento regionale donne IdV, insieme per una giusta causa “ giustizia e verita al popolo meridionale “.

Su iniziativa di Assunta Nigro componente del coordinamento donne  IdV Campania, e stata presentata alla camera dei deputati dall’onorevole Aniello Formisano dell’Italia dei Valori, l’ interrogazione nr. 4-08291 del 30 luglio 2010  a risposta scritta rivolta al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro dell’Interni.

La signora Nigro, la prof. Dora Liguori con  associazioni, movimenti, comitati e tanti cittadini  meridionali e non, da tempo conducono una battaglia di giustizia e verita’  del popolo meridionale per gli avvenimenti accaduti tra 1860 e il 1870, il cosiddetto “risorgimento “.

Questa interrogazione,  grazie alla condivisione da subito dell’onorevole Nello Formisano, cosi’ minuziosamente  descritta,   e’ un passo importante per  le verita’ di un periodo storico del nostro sud, “capire chi siamo ci rende più consapevoli e più forti,  in momenti particolari come questi, dobbiamo sentirci tutti più  uniti “.

Svelare le verita’ storiche per dare dignita e giustizia  alle  popolazioni  meridionale e un atto dovuto, per una unita’ nazionale che abbia un senso celebrativo di unione di popolo,  e’ segno di grande rispetto di tutti gli italiani.

Assunta Nigro è una dirigente di Partito e componente donne IdV Campania

…………………….  …  …………………….

Interrogazione a risposta scritta 4-08291

presentata da

ANIELLO FORMISANO
venerdì 30 luglio 2010, seduta n.362

formisano Nigro

Al Presidente del Consiglio dei Ministri
al Ministro dell’interno.

– Per sapere –

premesso che:
l’articolo 5 della Costituzione stabilisce che la Repubblica italiana è una e indivisibile e da ciò l’Unità d’Italia si può ormai considerare patrimonio acquisito e imprescindibile per gli italiani;
nel 2011 si svolgeranno le celebrazioni del 150o dell’Unità d’Italia che dovrebbero essere momento ed occasione per una maggiore aggregazione nazionale;
a parere dell’interrogante, tale aggregazione può essere conseguita rendendo testimonianza e opportuna memoria per le sofferenze subite da tutte le parti in causa, e quindi anche dal sud dell’Italia;

la legge n. 124 del 3 agosto 2007 stabilisce, al comma 7, articolo 39 (Capo IV), che «Decorsi 15 anni dall’apposizione del segreto di Stato o, in mancanza di questa, dalla sua opposizione confermata ai sensi dell’articolo 202 del codice di procedura penale, come sostituito dall’articolo 40 della presente legge, chiunque vi abbia interesse può richiedere al Presidente del Consiglio dei ministri di avere accesso alle informazioni, ai documenti, agli atti, alle attività, alle cose e ai luoghi coperti dal segreto di Stato.»;

il comma 8 dell’articolo 39, Capo IV della suddetta legge n. 124 stabilisce che: «Entro trenta giorni dalla richiesta, il Presidente del Consiglio dei ministri consente l’accesso ovvero, con provvedimento motivato, trasmesso senza ritardo al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, dispone una o più proroghe di vincolo. La durata complessiva del vincolo del segreto di Stato non può essere superiore ai trent’anni»;

il comma 9 sempre della suddetta legge stabilisce comunque che: «Il Presidente del Consiglio dei ministri, indipendentemente dal decorso dei termini di cui ai commi 7 e 8, dispone la cessazione del vincolo quando sono venute meno le esigenze che ne determinarono l’apposizione.»;

risulterebbe all’interrogante il permanere del segreto di Stato su vicende accadute 150 anni fa, oltre 150 mila pagine di documenti riferibili al periodo storico 1860-1870, riguardanti il Mezzogiorno d’Italia e i Savoia;

risulterebbe che, per esempio, l’Arma dei Carabinieri non apra il suo archivio su documenti che riguardano episodi di brigantaggio, anche politico, avvenuto in quegli anni;

in data 25 ottobre 2007, nella seduta consiliare della regione Campania, si votò e approvò all’unanimità una mozione (prot. 8257 del 26 ottobre 2007) nella quale la Giunta Regionale era impegnata «…a fare voti alla Presidenza del Consiglio, perché si provveda a rimuovere il “Segreto di Stato” dai documenti relativi al Mezzogiorno d’Italia nel periodo fra il 1860 e il 1870.»;

nella mozione di cui sopra veniva auspicata, anche, l’istituzione di una giornata della memoria relativa a quegli eventi accaduti nel Mezzogiorno e a quegli anni che potesse contribuire a far accrescere, soprattutto nelle giovani generazioni, la percezione del valore dell’Unità del Paese -:

se non ritengano di porre in essere ogni attività di competenza atta a rendere pubblica la documentazione sopra descritta, soprano in relazione alla prossima importante ricorrenza dei 150 dell’Unità d’Italia, restituendo al Mezzogiorno d’Italia la memoria della sua storia;

se il Presidente del Consiglio non ritenga opportuno promuovere l’istituzione di una giornata della memoria relativa agli eventi accaduti nel Mezzogiorno d’Italia nel periodo fra il 1860 e il 1870, come auspicato dalla Giunta regionale della Campania nel 2007. (4-08291).

3 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Sempre meritorio l’IDV nelle sua azioni alla ricerca della Legalità,un ossimoro nella vita civile italiana;Il governo Berlusconi allunga la durata del segreto di stato su fatti orribili dietro cui c’erano le istituzioni deviate manovrate dalla P2. Il governo Berlusconi avalla i sospetti forti.Sono solo alcune delle lacunose e terribili vicende che hanno scosso l’Italia nel corso della sua storia repubblicana e che sono state oggetto di omissioni e occultamenti di verità, attraverso l’apposizione del cosiddetto “segreto di stato”.
    Il tutto sempre nel buon nome della salvaguardia dell’integrità democratica nazionale.Ma i fascicoli e i faldoni giacenti negli archivi delle varie agenzie di sicurezza non si limitano ai fatti sopracitati, per i quali ci fu una pubblica apposizione del Segreto di Stato da parte del governo allora in carica; diverse centinaia o forse migliaia di documenti archiviati finiscono per interessare, seppure indirettamente, molte altre vicende altrettanto inquietanti del dopoguerra italiano, dalla Strage di Portella della Ginestra al sequestro e l’omicidio di Aldo Moro, da Piazza Fontana alla Stazione di Bologna.
    Interi faldoni relativi alle Brigate Rosse, ai NAR, alle operazioni dei corpi militari e alla documentazione interna dei servizi non attendono altro che vedere un po’ di luce e respirare qualcosa di diverso dall’aria stantia e consumata che avvolge gli archivi interrati di edifici inaccessibili.Il clamore di quei giorni cozza spaventosamente con il tombale silenzio di questi giorni. Le traballanti promesse di allora, sapientemente mascherate da certezze legislative, cominciano a mostrare il proprio volto. Di fronte ad una stampa che nel corso di appena due anni ha modificato parecchio le proprie priorità.Il segreto di stato, a dispetto dei resoconti e delle dichiarazioni di allora, gode ancora di ottima salute.Una legge finora sancisce che il segreto di Stato sulle documentazioni dei servizi, ad esempio sulle grandi stragi del passato da Bologna all’Italicus, decada dopo 30 anni. Ora, invece, le cose potrebbero cambiare, questo termine potrebbe essere eliminato e il segreto di Stato esteso sino die. E’ quanto emerge dalla relazione conclusiva della commissione Granata, istituita dal governo Berlusconi, per studiare le procedure di accesso alla documentazione per la quale è decaduto il segreto di Stato. In pratica potranno essere dunque gli stessi responsabili dei servizi segreti, nel caso in cui lo reputino necessario, a proporre al premier di reiterare il “top secret” secondo le loro classificazioni: segreto, segretissimo, riservato, riservatissimo.

  2. Finalmente si inizia a far emergere un periodo storico della nostra Italia.
    Tanti meridionali non hanno conoscenza di cosa sia avvenuto in quel periodo 1860 – 1870 ed è un dovere di tutti far emergere delle verità, che seppur dolorose e giusto che si sappia e non tacere.
    Complimenti a chi ha preso l’iniziativa e si vada avanti con fiducia.

  3. L’iniziative dell’onorevole Formisano è assolutamente lodevole. Non ci puo essere vera unità di una nazione senza giustizia e verità per la gente del sud.
    Bisogno stabilire come sono andate effettivamente le cose anche per quantificare i danni arrecati ai meridionali non solo all’atto dell’invasione del Regno delle Due Sicilie m,a anche durante i successivi 150 anni.

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