Dem e post-elezioni: È scontro Sgroia-Cicia

È scontro tra i Dem. Cicia chiede la testa di Sgroia. Sgroia lo accusa: Non ha ottenuto la candidatura e ha votato il nostro avversario. 

Il Commissario Dem Sgroia non ci sta nel ruolo di capro espiatorio della sconfitta contro Conte e accusa Cicia. Una diatriba interna al PD che comunque è risultato essere la prima lista identitaria alle comunali 2021: “Trovo inquietante che chi abbia sostenuto l’attuale maggioranza di governo della Città, a pochi giorni dal voto, si preoccupi di colpire il principale Partito d’opposizione”. 

Luca Sgroia-Cosimo Cicia-Strappo-PD

da POLITICAdeMENTE il Blog di Massimo Del Mese

EBOLI – Il Day-After della sconfitta, alle recentissime consultazioni comunali. della coalizione di centro sinistra (PD, I.V. ed una civica) con a capo Antonio Cuomo, conclusasi con il ballottaggio del 17-18 u.s. e la vittoria di Mario Conte anch’egli appartenente al variegato elettorato di sinistra, promette strascichi assai velenosi. Strascichi che vanno ben oltre l’ultima contesa elettorale e che inevitabilmente investono l’ultimo trentennio politico locale e provinciale, con particolare focus degli ultimi 15 anni, ovvero corrispondenti alla prima e seconda Amministrazione Melchionda, e alla parentesi della variopinta Amministrazione Cariello, anche questa frutto di un “tranello” politico “interno” al PD che azzopó Cuomo e il risultato elettorale, ma che ha alimentato quella frattura politica che ha visto disperdersi tutta una classe dirigente, vuoi anche per incapacità ed errori di una guida politica provinciale e regionale inadeguata ed irresponsabile.

Ai duri scontri elettorali e alle aspre contese politiche interne al PD, si ricorderanno i tesseramenti, i congressi, le primarie che di volta in volta vedevano scontrarsi da una parte: Il raggruppamento che faceva capo all’esperienza erede del PSI e prevalentemente del gruppo che si identificava nell’ex Ministro Carmelo Conte, nel frattempo supportato da diverso personale politico non ultimo da alcuni suoi “eredi” politici e familiari come Tonino Conte, Salvatore Marisei e l’attuale Sindaco Mario Conte; dall’altra tutti gli altri, e tra gli altri oltre Martino Melchionda, si annoveravano sia l’Attuale Commissario cittadino del PD Luca Sgroia e sia l’attuale Presidente Provinciale dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche Cosimo Cicia più altri, non escludendo Antonio Cuomo, quest’ultimo vincitore delle primarie interne al PD a cavallo tra il 2014 e il 2015, ultima, in ordine di tempo tra le partecipazioni di massa del popolo Dem. 

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Questa la breve storia che ha caratterizzato quegli anni e che oggi se ne presentano gli strascichi, che tra l’altro aprirebbero ad altri racconti e ad altre valutazioni, oltre che ad altri fatti che nel frattempo hanno interessato i vari attori di allora e di oggi, ricordando come nel 2015 nella Lista del PD furono eletti tre consiglieri tutti riconducibili al gruppo Conte (Antonio Conte, Antonio Petrone, Teresa Di Candia), lasciando indietro tutti gli Assessori e i consiglieri uscenti di allora (Adolfo Lavorgna, Roberto Palladino ecc.) e tra questi l’ex Vice Sindaco di Melchionda Cosimo Cicia, mentre Luca Sgroia da Presidente del Consiglio Comunale, che aveva “cappottato” Melchionda, non si candidó lasciando spazio al suo delfino Tommaso Maioriello che fu tra i non eletti, come tutto l’establishement PD sconfitto dai contiani.

Questa storia lunga decenni ha lasciato una coda lunghissima come aspri e rabbiosi sono stati gli scontri degli ultimi anni, scontri che sono andati ben oltre la semplice contesa politica, trasformandola in una vera e propria resa dei conti, laddove l’obiettivo era ed è il Potere. Uno scontro rabbioso, sia pure a distanza, che ha visto per anni, due famiglie politiche che si sono combattute all’ultimo voto, per non dire all’ultimo sangue. Una guerra senza esclusione di colpi che si è tramandata dai padri (Vincenzo De Luca e Carmelo Conte) ai figli (Piero De Luca e Federico Conte) e con loro una serie di comprimari e una serie lunghissima di scontri con conseguenti avvicinamenti ed allontanamenti, vedi elezioni regionali del 2015 con Federico Conte candidato nel PD o quelle del 2020 con l’appoggio diretto alle regionali a Simone Valiante. Tentativi quelli dei Conte di partecipare ed essere organici al PD, ma purtroppo sempre restando sull’uscio della porta, pronti ad entrare o a uscire a secondo del risultato, ma anche per tutte le resistenze dei De Luca.

E questa ultima campagna elettorale è stata la “madre” di tutte le battaglie, tanto che sarà ricordata anche come la campagna elettorale delle contraddizioni, del tutto e a tutti i costi, alleanze elettorali inusuali e fino a qualche tempo fa impensabili e queste alleanze che hanno visto insieme: Il tutto ed il contrario di tutto; Destre e qualunquismi; populismi e opportunismi; calcoli e passioni; Trasformismi e opportunismi, ma anche  convivenze fino a ieri inimmaginabili di persone che si schifavano per mano di Legge poi invece divenute alleate. Potenze della politica.

Tutte queste contraddizioni quando si vince, si accettano e si giustificano fino a corredarle perfino di una dignità politica. Quando si perde, al contrario, si cerca il colpevole, il capro espiatorio e in taluni casi il “sangue” e giù di li si vuole le “spoglie” del nemico. Insomma, se la vittoria profuma la sconfitta puzza e più ci si rivolta e più puzza correndo il rischio di perdere anche l’odorato e non poter cogliere le differenze. È il caso di una intervista che l’ex Vice Sindaco dell’ultima Amministrazione Melchionda ora Presidente provinciale degli Infemieri Cosimo Cicia, ha rilasciato ad un quotidiano locale, dai contenuti molto critici ai quali l’articolista poi ci ha messo il suo con il “cacciate” Sgroia. Desiderio o interpretazione?

Ebbene Cicia nel corso della campagna elettorale non ha disdegnato di portare un attacco al PD e alla coalizione che sosteneva Cuomo. Lo ha fatto dal Palco del Cinema Teatro Italia, nell’occasione di un convegno sulla Salute con Mario Conte il Ministro Roberto Speranza. Nel suo intervento egli fu duro e marcó le distanze da Cuomo, dal PD e dallo stesso Sgroia. Una partecipazione ed un intervento che fecero da assist a Conte e sembrò una posizione politica netta contro l’una (Coalizione Cuomo) e a favore dell’altra (Coalizione Conte), posizione che lo portava fuori dall’orbita  del Partito Democratico, tuttavia con quella intervista egli con un piede dentro e uno fuori dal PD chiede, coram populo, la testa del commissario cittadino Luca Sgroia, nonché presidente ed amministratore dell’azienda agricola regionale & sperimentale “Improsta”, perché principale artefice della debacle elettorale.

Luca Sgroia

Luca Sgroia a sua volta, sebbene giovane ma con alle spalle una robusta e navigata esperienza politica, non ci sta a fare il capro espiatorio e a stretto giro di posta ha piccatamente replicato a Cicia: Non per polemica ma per ristabilire la verità. Mi è capitato di leggere su un giornale locale (sempre lo stesso), una lunga intervista ad un ex amministratore locale della Città di Eboli. Credo che per amore di verità sia giunto il momento di sfatare alcuni racconti che taluni personaggi da mesi svolgono, senza contraddittorio.”

Chi sostiene che il Partito Democratico sia commissariato da più di sei anni mente, sapendo di mentire, – Continua la sua disamina il Commissario PD – in quanto il circolo è stato commissariato solo il 28 Febbraio 2020, data in cui mi è stata affidata la responsabilità di guidare il Partito ad Eboli. Ancora, mente, sapendo di mentire, chi sostiene che il Partito Democratico non abbia una sede fisica, in quanto è da più di un anno che il PD ha una nuova sede (dopo quasi dieci anni in cui non l’abbiamo avuta), anche molto centrale e visibile da chiunque, in Piazza della Repubblica.” 

Infine, mente, sapendo di mentire, chi sostiene, che il Partito Democratico non abbia iscritti, in quanto abbiamo regolarmente svolto le campagne di tesseramento del Partito e in base all’ultimo tesseramento abbiamo oltre 300 iscritti. – Prosegue ancora il commissario del Pd cittadino, affermando che il Partito da lui guidato ha inoppugnabilmente un corposo seguito – Quanto, poi, alle ricostruzioni storiche in cui si è avventurato il nostro intrepido amico, lo stesso ha omesso di ricordare che Antonio Cuomo nel 2015 fu candidato a Sindaco perché vinse le primarie, in una competizione in cui io mi posizionai secondo con 1256 voti e lui terzo con 756 voti.”

Antonio Cuomo-Mario Conte

Sgroia ricorda inoltre i recentissimi eventi che hanno portato a convergere su Antonio Cuomo, ed attacca senza remore l’accusatore Cosimo Cicia: Così come omette di raccontare come, anche in questa competizione elettorale, abbia provato nuovamente (senza riuscirci) ad ottenere la candidatura a Sindaco, per poi scegliere di approdare e sostenere apertamente e pubblicamente il principale avversario politico del nostro Partito. A differenza sua c’è chi, invece, il Partito lo ha sostenuto e lo sostiene sempre, sia se si è candidati sia se non lo si è, sia quando si vince sia quando si perde, sia se si hanno ruoli e funzioni sia se non li si hanno. Ma, al netto di questi fatti, che sono verità inconfutabili, c’è una considerazione tutta politica da svolgere. Trovo decisamente inquietante che chi abbia sostenuto l’attuale maggioranza di governo della Città, ad appena pochi giorni dal voto, si preoccupi di colpire il principale Partito dell’opposizione, insieme ad altre forze, esterne anche esse al Partito, con l’intento di assoggettare la minoranza consiliare all’attuale maggioranza.”

Conclude Sgroia auspicando una associazione d’intenti volta al rilancio dell’azione politica dei democrat locali ed allo stesso tempo evidenziando come il PD eburino sia primo nei consensi tra le liste identitarie alle ultime amministrative cittadine: “Il problema, voglio chiarirlo, non è il mio ruolo di Commissario del PD, che è per sua natura a termine, e che sono pronto a lasciare non appena celebreremo il Congresso del Partito ad Eboli. Il problema è di linea politica. Abbiamo perso le elezioni e su questa sconfitta dovremo svolgere una riflessione profonda, laica e sincera. Allo stesso tempo, però, il PD è, per consensi, il primo partito politico e la seconda lista in Città. Ritengo che il PD debba definire i contenuti della propria proposta politica e dell’opposizione che svolgerà nei confronti dell’attuale maggioranza, ripartendo dalle forze e dalle esperienze che ha saputo raccogliere in questa campagna elettorale, aprendosi a nuove energie autenticamente riformiste e difendendo la propria autonomia e non subalternità nei riguardi dei protagonisti e delle forze politiche che hanno caratterizzato le stagioni degli anni 80 e degli anni 90 ad Eboli.”

Chi non ha colpe scagli la prima pietra” disse uno che se ne intendeva di umanità e di miserie dell’umanità. Per dire che nessuno di questi attori si può chiamare fuori da una serie di errori politici commessi in questi ultimi anni dal PD provinciale, regionale e cittadino. Errori puntualmente e a più riprese fatti rilevare da POLITICAdeMENTE nel silenzio più totale dei critici del momento ivi compreso Cicia. Errori ai quali si poteva correre ai ripari ed affermare il primato del Partito Democratico come è avvenuto nel resto d’Italia. Certo è stato un errore prima indicare Damiano Capaccio e poi non sostenerlo. Un errore che seguiva un altro errore, quello di aver voluto trattare la sua candidatura con i vertici salernitani, bypassando il confronto locale fino ad ottenerla con l’aiuto di “maneggioni” lontani dalle dinamiche politiche locali, bruciando in uno anche Capaccio oltre che la credibilità del PD, e bruciando anche lo slancio di Cuomo, e favorendo per contro i diretti competitori. Forse un poco di impegno in più poteva evitare ogni disastro.

Damiano Cardiello

Intanto va detto che le Elezioni si vincono per meriti propri e per gli errori degli altri, e così è avvenuto a Eboli. Peccato che ai meriti poi vanno anche ascritte alcune zone d’ombra politiche, come nel caso di Mario Conte che per sua stessa ammissione include Damiano Cardiello, storico rappresentante insieme a suo padre il Sen. Franco Cardiello della Destra, e alcuni settori di liste che hanno sostenuto Damiano Capaccio, i Socialisti di Giancarlo Presutto oltre un bel gruppone di Consiglieri comunali di variopinta colorazione molto strettamente connessi all’ex Sindaco Massimo Cariello. Uno “zuppone” laddove chiunque vuole trovarci qualcosa non deve fare altro che cercarla, ma qualcosa che non ha niente a che vedere con la Sinistra e quello che invece si vorrebbe rappresentare. E se sarà Damiano Cardiello il Presidente del Consiglio Comunale, di certo non sarà una benevola e distensiva “concessione” alle minoranze, ma una normalissima conseguenza frutto di un accordo politico, circostanza che dovrebbe quanto meno essere spiegata agli elettori. Una spiegazione agli elettori la dovrebbe fornire anche il PD, così come una spiegazione dovrebbe fornirla anche Cicia per quanto asserisce e per come si è schierato. Una spiegazione che dovrebbe convincerci, perché mai non ha ostacolato qualsivoglia operazione affrontandolo in un dobattito interno e pubblico, piuttosto che schierarsi con i pricipali conpetitori del PD, per poi voler “giustiziare” chicchessia? Il Partito Democratico è un partito plurale, laddove tutti possono trovare le giuste ragioni per conviverci e senza cacciare nessuno, ma una cosa è certa non può essere un Tram, prenderlo quando conviene e scendere a proprio piacimento e soprattutto quando non se ne ha più bisogno

Eboli 23 ottobre 2021 

3 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Uno puzza l’altro feta

  2. Uno dei due é un grande viscido

  3. Don Enzo non resta mai zitto? Eboli ha scelto la serietà?
    Dunque ogni ebolitano che non ha votato Conte non è persona seria?
    Lei dovrebbe essere uomo di pace perdono e bontà, ma come sempre negli ultimi anni si fa ingolosire dai suoi amici di Santa Cecilia e parla troppo tra un esposto e una denuncia.
    Una persona poco seria a suo giudizio.

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