Il populista di Governo sulle tasse. Piero De Luca:Salvini mistifica

Piero De Luca (Pd) su Fisco e le dichiarazioni di Salvini (Lega): “Dice il falso, no aumento delle tasse

Piero De Luca (PD): “Da parte di Salvini ancora una volta un comportamento strumentale e soprattutto irresponsabile perché’ mette a rischio il Pnrr e quindi le risorse per gli italiani. Il leader della Lega continua a scaricare sul governo le difficoltà’, certificate dal voto delle amministrative”. 

Matteo Salvini-Piero De Luca

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

ROMA – Dalle nostre parti c’è un proverbio che recita: “chi s’ corc chi criatur se scet pisciat”; che tradotto letteralmente dice “Chi va a letto con i bimbi la mattina si trova bagnato di pipí“. Questo proverbio calza a pennello al leader della Lega Matteo Salvini, lui di pipi ne fa tanta, e avrebbero dovuto saperlo sia il Premier Mario Draghi e sia i leader dei partiti del M5S, PD e Forza Italia, che con Salvini con un piede nel populismo e l’altro nel Governo avrebbe creato non pochi problemi con la sua disinvoltura qualunquistica e da bar agli alleati e al Paese e avrebbe fatto tanta pipí. La vicenda è partita ora sul provvedimento che il Governo ha adottato ieri senza i Ministri della Lega sulla delega della riforma fiscale contenente anche alcune linee guida sulla riforma del Catasto e delle rendite catastali, ma è scattata subito dopo il risultato elettorale del 3 e 4 ottobre ultimo scorso, specie dopo aver preso atto dei risultati rovinosi e ridimensionati sia della Lega che di Fratelli d’Italia. Risultati che ha fatto andare di testa entrambi gli urlatori Salvini e Meloni, i quali sull’onda di “Sondaggi” a pagamento e farloccati, avevano già immaginato di spartirsi l’Italia, tra un “fascio littorio” e una “Bestia” a loro piacimento, e di qui, dettare l’agenda politica indicando al Premier Draghi la strada del Quirinale, al Presidente Mattarella quella dello scioglimento del Parlamento per andare anticipatamente alle elezioni ed incamerare nelle urne quel consenso, ora minimo fortunatamente, e semmai tra uno scandalo e l’altro, una banalità e l’altra, una furbata e l’altra, scempiare il Paese catapultandolo ai confini delle democrazie europee, più vicine a quelle sud Americane, centr’Africane, balcaniche.

E così ascoltati i risultati e facendo sempre leva sulle fake news a lui molto consone, Salvini ha colto l’occasione di quella delega, che comunque indicava percorsi ben definiti, ed ecco che è partito il “decalogo” delle falsità rilasciando a destra e a manca dichiarazioni che lo trarrebbero come difensore delle tasse contro il Governo, mentre sta al Governo, che le vorrebbe aumentare, sperando magari di poter raccattare qualche voto il prossimo 17 e 18 ottobre e portare a casa qualche risultato positivo nelle grandi Città dove si voterà, e per fare questo lui sarebbe capace di “sparare” anche sulla Croce Rossa. Mistificatore.

Da parte di Salvini ancora una volta un comportamento strumentale e soprattutto irresponsabile perché’ mette a rischio il Pnrr e quindi le risorse per gli italiani. – dichiara il vicecapogruppo del PD alla Camera dei Deputati Piero De LucaIl leader della Lega continua a scaricare sul governo le difficoltà’, certificate dal voto delle amministrative, che sta attraversando nel suo partito e all’interno del centrodestra, sostenendo argomentazioni infondate e false.

La delega della riforma fiscale votata ieri non aumenta le tasse e le rassicurazioni di Draghi e Franco in tal senso sono state chiare e definitive. – prodegue il parlamentare salernitano del PDAltrettanto chiaro è’ che l’Italia ha bisogno di una seria riforma fiscale, necessaria per razionalizzare la materia, ma soprattutto decisiva per l’attuazione del Pnrr e l’erogazione delle risorse europee. La riforma fiscale quindi serve per avere più’ fondi, non per mettere le mani nelle tasche degli italiani. – conclude Piero De Luca, vicepresidente del Gruppo dei deputati del Pd – Positiva quindi la determinazione del Governo ad andare avanti. Non possiamo permetterci in nessun modo di indebolire o frenare l’azione dell’Esecutivo e l’agenda Draghi, perché’ significherebbe mettere a rischio la ripartenza del nostro Paese“.

Roma, 6 ottobre 2021

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