Politica – Berlusconi e la svolta nucleare

Berlusconi con l’accordo Italia-Francia sul nucleare, rafforza l’alleanza Enel Edf, ma imprime una svolta decisiva sulle politiche energetiche del Paese, ignorando il Parlamento.

Vertice a Villa Madama tra il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il Presidente francese Nicolas Sarkozy. L’accordo prevede la realizzazione in Italia di ben 4 Centrali Nucleari di terza generazione, con tecnologia Francese, grazie al colosso di stato francese Areva. Il Governo ha deciso. Durante il 27esimo vertice italo-francese Berlusconi ha voluto ufficializzare la scelta del partner francese proprio per la esperienza nche questo paese ha accumulato negli anni.

Con la sigla dell’accordo tra Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy, l’Italia si rilancia nel nucleare e lo fa affidandosi alla collaborazione dei cugini francesi. L’accordo riguarderà tutta la filiera, ivi compreso la ricerca sulla “quarta generazione”, la produzione e lo stoccaggio delle scorie.

La joint-venture tra l’Enel e l’Edf garantirà la progettazione e la realizzazione delle 4 Centrali elettriche di ultima generazione per un totale di 6400 Mw. Il “memorandum of understanding” prevede che il primo impianto dovrà essere operativo entro il 2020 e prevede anche la collaborazione nella realizzazione di altre Centrali Nucleari in Francia e in altri Paesi. La scelta del Partner francese, evidentemente è dettata dal riconoscimento che la Francia metterà a disposizione il suo know-how, facendo risparmiare per questo diversi anni preziosi.

Il documento stabilisce le direttrici di sviluppo per la realizzazione in Italia di impianti EPR ad acqua pressurizzata, reattori che ricalcano il modello francese, il massimo che la tecnologia può dare oggi e prevede altresì che l’Enel entri con il 12,5% nel progetto di realizzazione di un centrale EPR d’Oltralpe.

Il Presidente Berlusconi, siglando l’accordo con Sarkozy, ha impresso una svolta a 360 gradi alla politica energetica del nostro Paese. Lo ha fatto, come è nel suo stile, in maniera plateale senza che il Parlamento ne abbia discusso e si sia pronunciato con un voto, ignorando per questo, che nella fattispecie, c’è stato anche un referendum e quindi un pronunciamento inequivocabile dei cittadini, nettamente contrari al nucleare.

Non sono tardate le reazioni sia di Legambiente che del Wwf, ma anche il quotidiano l’Indipendent, commentando l’evento ha sostenuto che questo tipo di impianti Epr è pericoloso. Infatti, gli impianti di terza generazione sono più produttivi solo perché sfruttano di più il materiale fissile, ma nello stesso tempo le scorie sono maggiormente radioattive.

Una decisione di questo tipo, comporta un notevole impegno economico, ed è comunque una scelta di per se sorpassata, costosa e pericolosa, specie per la produzione delle scorie.  In alternativa, si potrebbe rivolgere attenzione e risorse, alla ricerca di fonti energetiche alternative, e se mai  ci si volesse rivolgere al nucleare, sarebbe il caso di potenziare la ricerca per la realizzazione di impianti di “quarta generazione”.

Lo scenario non è molto confortevole.

1 commento su questo articoloLascia un commento
  1. James Lovelock, lo scienziato inglese padre dell’ambientalismo, pensa al nucleare come a una medicina temporanea per garantire l’energia necessaria al mantenimento della società civile in vista dei cambiamenti climatici globali; “L’Italia con i tre referendum dell’8 novembre 1987, ha rinunciato all’energia nucleare e compra dall’estero più dell’80% dell’energia di cui ha bisogno. Questa energia elettrica che acquista è generata da centrali nucleari che si trovano appena fuori dai suoi confini: in Francia, Svizzera e Slovenia”. Fonte: http://www.bioblog.eu/?p=362

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