C’è vita a Sinistra anche a Eboli!?

C’è vita a Sinistra anche ad Eboli!” Per Rosania e Sinistra Unita è merito di un fermento politico nuovo.

Nuovi fermenti politici che attraversano la Sinistra, si stanno affermando e diffondendo nel Paese, a dimostrazione che la Sinistra c’è e come, sebbene vi sia in corso una “separazione legale” con il suo elettorato, ma immaginando per questo si possa scongiurare un definitivo divorzio. E dalla piazza al Governo, dalle ideologie ai qualunquismi populisti la speranza e che ritorni una nuova alba.

Comitato per il NO-Gerardo Rosania

Comitato per il NO-Gerardo Rosania

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

EBOLI – “C’è vita a Sinistra anche ad Eboli!” o  “C’è vita a Sinistra anche ad Eboli?” La differenza sta tra il punto esclamativo e l’interrogativo, tra il desiderio, la speranza e la conferma? E proprio in queste differenze c’è il busillis. Da anni vuoi per un motivo, vuoi per un altro, la sinistra italiana ha perso smalto e terreno, ha perso tanti tanti voti e soprattutto non riesce più a stare in sintonia con gli italiani.

Quali sono le ragioni? Tante.

La prima sicuramente risiede nella circostanza non del tutto trascurabile, che arrivata al Governo non ha saputo mettere in atto quelle politiche che per anni aveva predicato. La seconda è nel voler essere sinistra di Governo e di Piazza, e mentre Governava, arrivava ad occupare le piazze, e protestando contro se stessa, prendendo le distanze dai suoi stessi provvedimenti. La terza, è senza dubbio quella di voler cavalcare l’ondata di protesta rappresentata allora dalla Lega, “impossessandosi” della loro unica proposta praticabile: il “federalismo”; combinando un pastrocchio indicibile del quale oggi ne paghiamo le conseguenze. La quarta di aver accettato una riforma elettorale che ha impedito agli italiani di scegliersi i propri rappresentanti, nominati dalle segreterie e quindi non legati ai territori e svincolati dal mandato elettorale popolare, asserviti alle segreterie del momento. La quinta, l’aver voluto esasperatamente portare avanti temi sociali e politici, sia pure importanti, ma non del tutto condivisi dai suoi stessi elettori. La sesta, di aver abbandonato a se stessi i lavoratori, pubblici o privati che fossero, i peggio pagati d’Europa, e conseguentemente di non aver saputo generare politiche a favore dei giovani, a milioni, sottoposti con la scusa della flessibilità alla precarizzazione.

Si potrebbe continuare allungando la lista e aggiungendovi le politiche della Scuola, della Sanità, dei Servizi, dei Trasporti, dell’ambiente, della sicurezza e in ultimo, ma non per importanza, anzi, la difesa dei privilegi: Quella “ciliegiona” che fa imbestialire gli italiani ora monopolio populistico del M5S.

Ma come al solito mai tutto è perduto e per questo accogliamo le riflessioni di Gerardo Rosania, protagonista indiscusso della Sinistra di “lotta” e di “Governo”, per circa un ventennio della vita politica cittadina, da Sindaco per due mandati elettorali, e provinciale e regionale da Consigliere Regionale. Riflessioni che accolgono come un nuovo percorso i fermenti politici che si stanno affermando e diffondendo nel Paese, a dimostrazione che la Sinistra c’è e come, sebbene vi sia in corso una “separazione legale” con il suo elettorato, immaginando per questo si possa scongiurare un definitivo divorzio.

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«A livello nazionale, – si legge in una nota a firma di Gerardo Rosania del Comitato per la Sinistra Unita finalmente – da qualche mese e dopo anni di sterili litigi, di personalismi esasperati da parte di leader più o meno sconosciuti, di rincorsa ad alleanze elettoralistiche e di subalternità culturale che l’hanno portata ai minimi storici in termini di consensi elettorali e di credibilità politica e culturale, “la Sinistra incomincia a dare segni di vita!”»

Merito in parte – per Rosania – anche del successo del Referendum del 4 dicembre, che ha posto tutti dinanzi al rischio grande che la stessa democrazia in questo paese corre con una Sinistra frantumata. – Fa osservare Rosania – Congressi di partito, l’iniziativa del teatro Brancaccio a Roma, la manifestazione di Piazza Santi Apostoli, il grande successo della manifestazione della CGIL, che tende a riconquistare un ruolo sociale forte, il confronto amplissimo che si è aperto sui giornali di sinistra, quale il Manifesto, hanno tutti un tema, un assillo comune:

Come ridare unità, credibilità e forza alla Sinistra italiana, sapendo che cè nel Paese, fra chi vive il disagio sociale, chi conosce il quotidiano mordere della crisi economica, fra le giovani generazioni private del proprio progetto di vita, un bisogno, una necessità addirittura, di una politica che ponga le persone con i propri problemi e non gli interessi economici o le regole burocratiche, al centro del dibattito, politico. In altri termini c’è bisogno della Sinistra in Italia.

Ad Eboli vogliamo riproporre a tutti i soggetti politici, sociali, culturali e ai singoli cittadini lo stesso obiettivo: ridare unità, voce e forza alla sinistra cittadina, al di là di qualche personalismo, delle diffidenze, delle storie di ognuno.

Eboli, da sempre laboratorio politico di una sinistra capace di grandi elaborazioni, di grandi progetti e di grandi battaglie, che spesso sono state addirittura all’avanguardia rispetto alle scelte nazionali, non può continuare a galleggiare nell’abulia di governi cittadini che da 12 anni, senza soluzione di continuità, hanno occupato il Comune narcotizzando il confronto sociale, culturale e politico e dedicandosi ad una gestione cinica e spregiudicata del potere.

Improvvisazione, mancanza di un progetto, scelte dettate da interessi di piccolo cabotaggio, mancanza di cultura di governo, hanno fatto precipitare Eboli in una sorta di deriva, facendole perdere in modo clamoroso quel ruolo di punto di riferimento nel dibattito culturale, politico ed amministrativo che attraversa la provincia di Salerno e la regione Campania.

La Sinistra ha il dovere, anche ad Eboli, – secondo Rosania – di tornare a prendere la parola, partendo dai programmi, dalle cose che si intende fare per rispondere ai problemi di una Cittá allo sbando, di riaprire un confronto con i cittadini che devono tornare a partire dai quartieri ad essere protagonisti della vita Politicco/amministrativa della Città.

Per questo nasce il Comitato per la Sinistra Unita di Eboli, che vuole immergersi per intero nel gorgo del dibattito nazionale, e si ripropone di mettere a confronto su un programma per la città tutto ciò che si muove a Sinistra del PD. – conclude le sue riflessioni Gerardo Rosania a nome della Sinistra Unita di Eboli – Per avviare concretamente questo percorso, in cui non ci sono primogeniture, e per verificare chi ha voglia di confrontarsi in modo libero, chi ha voglia di uscire in mare aperto costruendo insieme il percorso verso l’approdo, ci riproponiamo di organizzare a Settembre un primo momento di confronto pubblico, cui fin da ora chiamiamo i rappresentanti di tutte le forze politiche della sinistra presenti in città, tutte le forze sociali e culturali ed i singoli cittadini che vogliono diventare protagonisti di questo percorso».

Eboli, 4 agosto 2017

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