Passa il bilancio con 18 voti. Amministrazione salva. Conte ridimensionato.
La prima vittoria politica del neo-Segretario Regionale Enzo Amendola.

EBOLI – Il bilancio passa con 18 voti e salva il Sindaco, il Partito Democratico e l’Amministrazione comunale. Si concludono così 2 anni di scontri e di divaricazioni, due anni di contrapposizioni: da una parte il gruppo che fa capo all’On. Antonio Cuomo, praticamente quelli della ex Margherita, Vastola, Mastrolia, Cuomo Gaetano, Occhiofino, Morrone, Di Donato, una parte dei DS (ex Alleanza di Progresso) facenti capo a Capaccio e Pindozzi; dall’altra, l’ala interventista dei DS con il Sindaco Melchionda, Cicia, Palladino, Sgroia, D’Anza. Tra questi due gruppi ha giocato un grande ruolo il gruppo dei contiani, attenti a che questi due schieramenti non si incontrassero mai per essere determinanti.
La crisi tutta interna al PD alimentata dai personalismi introdotti da Martino Melchionda e dalle contrapposizioni sostenute dai contiani, paradossalmente ha toccato il culmine proprio mentre i contendenti si incominciavano ad avvicinare nelle loro posizioni, grazie anche alle Primarie e alle risultanze del Congresso PD.



Il via vero e proprio alla ricomposizione di questa frattura che vedeva Vastola, G. Cuomo e Mastrolia disertare sistematicamente i Consigli Comunali, è stato: il risultato congressuale; il senso di responsabilità; la certezza di aver ragione nell’aver sollevato alcuni problemi centrali come la collegialità; la consapevolezza di trovare il PD in un completo isolamento politico; il tentativo di ricostruire un’alleanza; la certezza di individuare dei punti programmatici che servissero al rilancio dell’Amministrazione e funzionali all’unità del PD.
Poi il non scendere direttamente in competizione da parte del Sindaco, ha avvantaggiato di fatto l’area Valiante–Bassolino-Conte, in quanto tutti i Consiglieri Comunali e tutti gli Assessori hanno fatto confluire i propri voti a quella lista che con l’ulteriore soccorso amico di Cosimo De Vita ha prevalso in assoluto su tutte le altre.


I contiani afferrati il risultato sono passati per l’incasso e nel mentre si presentava l’occasione del Bilancio perché i cuomiani e Melchionda si avvicinassero, si sono irrigiditi ricorrendo poi al neo eletto Segretario Regionale. Di qui la cronaca del mancato consiglio comunale del 29 ottobre, della minaccia di espulsione per i dissidenti, l’invito dei cuomiani al segretario Amendola, l’incontro chiarificatore di ieri mattina e la posizione politica che ricompone definitivamente il Partito Democratico, avallata dal Segretario Regionale Enzo Amendola, che detta le basi definitive della ricomposizione: Azzeramento dell’esecutivo; riformulazione della nuova Giunta “snella” formata da sei Assessori; individuazione di un programma di rilancio dell’Amministrazione Melchionda; ricomposizione di un quadro politico non dissimile da quello regionale; discussione e revisione di alcuni provvedimenti della Giunta Melchionda. Il tutto passando attraverso una dichiarazione del Sindaco Melchionda, della votazione del riequilibrio di bilancio e del documento contabile nel Consiglio Comunale. Insomma la piattaforma politica offerta da mesi dall’area Cuomo ed osteggiata dai contiani e dall’amministrazione in carica.


Il Consiglio Comunale, come da copione ha ratificato passo passo quello che sono state le risultanze dei vari incontri, non ultimo quello dei famosi dissidenti che solo 24 ore fa, alcuni avrebbero voluto espellere dal PD. Il Presidente del Consiglio ha aperto la seduta, il Sindaco è intervenuto esponendo una sorta di preambolo, pieno di elementi politici conciliatori con quella parte del Partito che dopo due anni ha varcato la soglia del Consiglio Comunale e ha messo ha chiesto di votare il Bilancio e tutti i documenti correlati, tra le proteste e le valutazioni negative di Carmine Caprarella di SL, Antonio Corsetto e Cosimo Pio Di Benedetto, Giuseppe La brocca del PdL, e gli interventi moderati e possibilisti per il futuro di Paolo Polito e Peppino Bisogno dell’UdC.
Il clima per certi aspetti era comico e surreale al tempo stesso. Il Sindaco da solo sul podio, a sottolineare che ormai la Giunta e gli Assessori non erano più un ostacolo, e che gli stessi visibilmente imbarazzati, sono stati mantenuti letteralmente lontani dal “podio più alto”, tanto, che molti di loro non avendo ancora capito dove si andava a parare, sono finiti per sedersi tra il pubblico, e da quell’osservatorio hanno ascoltato del loro licenziamento.

Alla fine il voto. Le opposizioni hanno lasciato l’aula, e il bilancio è passato con 18 voti favorevoli dei consiglieri presenti: Elisabetta Lemmo, Tarcisio Di Cosimo, Pasquale Lettera, Carmine Magliano, Manzione Maria Sueva, Antonio Ciccarone, Mario Conte, Salvatore Marisei, Salvatore Di Dio, Vincenzo Ruggia, Giancarlo Sibona, Mauro Vastola, Gaetano Cuomo, Remo Mastrolia, Vincenzo Rotondo, Alfonso Cillo, Mario Trevisant. Francesco Rizzo questa volta era assente.
Mentre stava per concludersi una vicenda lunga due anni, il Segretario Cittadino del Partito Democratico Donato Guercio, che ha vigilato per “ordine” di Amendola, si è impossessato del suo ruolo politico e si è recato nella vicina Battipaglia, per partecipare ad una riunione per definire tra gli 8 comuni viciniori, tra cui Eboli, Capaccio e Battipaglia, i famosi “patti di reciprocità”, che in seguito dovranno gestire 70 milioni di euro. Caso strano, si è registrata nei pressi la presenza di Carmelo Conte. Ai precedenti incontri aveva partecipato, per conto del Comune di Eboli, il Consigliere Salvatore Marisei, nipote di Conte.






