Eboli: Il Castello Colonna cade ai piedi di una politica ignorante

Il commento amaro di Peppe Barra: E’ la fine! Anche il Castello Colonna cade ai piedi di una politica ignorante.

Questa mattina c’é stato un sopralluogoco Soprintendenza Comune per scongiurare il peggio e finalmente i lavori sono sospesi. Ora si deve pensare alla sicurezza dell’intera area circostante il Cantiere della “Casa del Pellegrino”, prima che ci sorprenda la pioggia.

Crollo-Castello-Colonna-Eboli.
Crollo-Castello-Colonna-Eboli.

da (POLITICAdeMENTE) il blog di Massimo Del Mese

EBOLI – “”E’ la fine! – scrive Peppe Barra – Anche il Castello colonna cade ai piedi di una politica ignorante“. Riceviamo e volentieri pubblichiamo due interventi di due cittadini ebolitani: Alessio Scarpa e Peppe Barra; addolorati per il crollo del muro di cinta del Castello e ahi noi ci fa stare seriamente preoccupati per le sorti del Castello Colonna, del Santuario di San Cosma e Damiano e delle Fabbricati civili che sono nei pressi. Il primo propone la cronaca triste di quei momenti, il secondo ci racconta un pò di storia, che non è una storia secondaria di una qualsiasi comunità cittadina che vuole conservare testimonianze e radici, ma è la storia di una Città che si incrocia con la stolia nazionale emondiale, con quella che sui libri di storia e che firtunatamente è passata dalle nostre parti.

Centro Polifunzionale SS Cosma e Damiano.
Centro Polifunzionale SS Cosma e Damiano.

Una storia consegnata evidentemente ai suoi figli peggiori, e la storia ne è piena, quelli che dilapidano le fortune e che disonorano i loro avi. Una storia insomma finita nelle mani sbagliate di uomini che non meritano nemmeno di essere citati, tanto bisogna prenderne le distanze, non meritano di passare ne alla storia e ne alla cronaca civile, ma invece meriterebbero le prime pagine di un’altra cronaca: Quella giudiziaria.

Scarpa e Barra, i due commentatori, sono rimasti sbigottiti come il resto della Città e dei suoi cittadini, quelli migliori, che fortunatamente sono la stragrande maggioranza e che in questo momento stanno soffrendo per le sorti del Castello Colonna, del Santuario dei SS Cosma e Damiano e dei Fabbricati civili che ci sono nell’area circostante il GRANDE SCAVO di una decina di metri e forse più, che è stato realizzato proprio a ridosso della Salita Ripa e proprio a ridosso del crollo del Muro di Cinta, scavo dove dovrà sorgere la Così detta “Casa del Pellegrino” camuffata da un titolo più accattivante come “Centro Polifunzionale“, pensato e voluto da un cittadino ebolitano sebbene Sacerdote, Don Enzo Caponigro, adottato e appaltato dal Comune di Eboli, come si dice: Scorza e tutto; sollecitato sempre dal privato e finanziato dal Pubblico, in un’area che è l’incrocio plurimillennario di diverse civiltà.

Centro Polifunzionale-SS Cosma e Damiano-Rendering
Centro Polifunzionale-SS Cosma e Damiano-Rendering

Un’Opera invasiva, che violenta quei luoghi e che invano sia POLITICAdeMENTE che le varie Associazioni e Comitati cittadini e molto timidamente le opposizioni, che evidentemente non volevano “guastarsi” con nessuno, hanno tentato di far riflettere l’Amministrazione comunale perché desistesse e non pensasse solo ai 6 milioni di euro per la realizzazione di un’opera di cui non ne avvertiamo affatto il bisogno, mentre ci mancano le famose “quattro laste ie il lamparone”.

Un’Opera però che già solo in questa fase iniziale apre una serie di dubbi: Sarebbe crollato il Muro di Cinta del Castello Colonna? Il progetto prevedeva la messa in sicurezza di quell’area sia dal punto di vista della “sicurezza strutturale” che dal punto di vista Ambientale, architettonico, monumentale e culturale? E’ possibile che lo scavo di un cantiere di oltre 10 metri possa essere affidato perimetralmente solo alla “fortuna” che non crolli e non ad un’opera di difesa anche se temporanea? E’ possibile che se dovesse ripetersi come nei giorni scorsi una pioggia battente possa aggravare il restante Muro del Castello e il Castello stesso? E’ possibile che possano arrecarsi danni al Santuraio, alle Abitazioni vicine e all’intero costone a valle?

Questa mattina c’é stato un sopralluogo congiunto Soprintendenza, Comune, per il momento i lavori sono fermi, e si deve pensare ad un intervento immediato a protezione dell’intera area per evitare il peggio, ma il tempo stringe e noi siamo sempre più preoccupati e trepidanti dell’attesa.

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Crollo al Castello di Eboli

di Alessio Scarpa

Sono le ore 19,30 circa di Domenica 8 marzo 2015 ed il centro antico della città di Eboli è letteralmente scosso da un frastuono infernale. Cosa è successo? E’ presto detto: è crollata la torre più antica inglobata nelle mura di cinta del Castello Colonna, dove una volta sorgeva l’antico ingresso che si può notare osservando nella muratura un arco rampante di un portale di accesso.

Alessio Scarpa
Alessio Scarpa

Immediatamente sul posto sono giunti i Vigli del Fuoco, la Polizia Municipale di Eboli, i tecnici dell’Enel, i tecnici dell’Asis (Acquedotto) e gli operai di un’impresa edile che immediatamente si sono messi all’opera per mettere in sicurezza l’area.

Per prima cosa si è dovuto procedere a sospendere l’erogazione della corrente elettrica in quanto uno dei pali conduttori era ancorato alla parte di muratura crollata; successivamente si è provveduto a rimuovere un’autovettura che era rimasta intrappolata sotto le macerie che non ha riportato ingenti danni; in seguito dopo alcune verifiche e sopralluoghi si è deciso di procedere all’abbattimento di un frammento di muratura che era rimasto in bilico il quale era completamente distaccato dal corpo delle restanti mura. Intorno alle 23,45 circa i Vigili del Fuoco hanno provveduto ad imbracare questo grosso frammento di muratura con una corda d’acciaio collegata ad un argano per poi tirare giù il frammento stesso ed evitare in questo modo ulteriori pericoli per la pubblica incolumità…    

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 Un po’ di storia

di Peppe Barra

Sulla costruzione del castello di Eboli ancora si discute tantissimo ma è certo che esso era già esistente nel periodo Longobardo.

I Longobardi sono presenti nella nostra zona dall’anno già nel VIII secolo e son restati fino alla metà dell’XI secolo.

Da ciò si può desumere che la costruzione del castello sia avvenuta dall’VIII secolo alla prima metà dell’XI secolo. Certamente il maniero ebolitano era già esistente in questa ultima data e per cui è da ritenersi fondato dai Longobardi.

Peppe Barra
Peppe Barra

Eboli o dir si voglia, Eburum, dopo la distruzione si estese in più luoghi, più o meno trenta casali, alcuni noti, altri ancora ignoti. Il più della popolazione si stabilì ove oggi sorge il Centro Antico, ma esattamente tra Portadogana, Attrizzi e Caccone. Furono costruite delle cinte murarie. All’interno di queste mura vi erano poche case in muratura, capanne e baracche in legno. Vi era almeno una chiesa quella di Santa Maria, che poi fu appellata “ad Intra”, cioè dentro le mura. Questa chiesa era già esistente nel 977 ed in tale data vi era già la cinta muraria e questa comunque fu eretta dove ancora oggi si trova, cioè accanto al castello. Se il castello non ci fosse stato la chiesa poteva certamente essere costruita più sopra, in uno spazio ed in un posto migliore, ma ciò non poteva avvenire perchè lo spazio era già occupato dal maniero. Detto ciò ritengo che se nel 977 era già documentata tale chiesa significa che era stata costruita già in precedenza ed il castello certamente è già costruito nel X secolo.

Proprio la torretta che è crollata l’8 marzo scorso era uno degli elementi più antichi del nostro maniero.

Il primo documento a  noi noto riguardante il castello di Eboli è dell’aprile 1047 con il quale Urania “comitissa filia Ademari comitis et relicta bone memorie Lamberti comitis”, cioè che la contessa Urania, figlia del conte Ademario e vedova del conte Lamberto, e i conti, suoi figli, Ebulo chierico e abate, Pietro, Aleberto e Landoario dopo aver chiarito che possedevano fuori del “castello d’Evoli” una terra vacua, la donano al monastero di S. Nicola di Gallucanta presso Vietri. La donazione venne rogata dal notaio Alderisso di Eboli.

Castello Colonna
Castello Colonna

Sul castello si potrebbe scrivere una lunga storia ma mi va di riportare una descrizione del 1640 quando fu stimato da Pietro de Marino: “E dalla parte di sopra della Terra sta situato il Castello di forma irregolare con suo recinto di muraglia, oltre dell’angolo del medesimo recinto sono li torrioni, quali formano un reveglino. L’ingresso di detto si sale per una salita piacevole. Si ritrova la prima porta, appresso poco distante rivolta, et s’entra per ponte di tavola nella seconda porta, si ritrova un largo, a destra del quale s’entra nella terza porta, e proprio verso Levante. Dentro di essa si ritrova un largo grande e spazioso, quale può servire per piazza d’armi, dentro del quale vi sono diversi appartamenti, ed abitazioni per due famiglie. A destra si sale per sei grade, con uno corridoro, appresso seguono sei altre grade dalle quali s’entra in una saletta, quattro camere, e due ristretti tutte con intempiature e sotto di esse sono diverse stanze terranee, cioè una stalla per venti cavalli, cantina per vini, ed altro; … Appresso quella vi è contiguo un torrione grande, e proprio nell’angolo del secondo recinto del Castello, quale se ne servono per carcerati di mala vita, e sotto della detta cucina, tinello e camera, vi sono molte stanze terranee quali servono per molte comodità necessarie; vi è un’altra cisterna nel cortiglio seu piazza de arme, e dall’altra parte verso ponente all’incontro la porta del Castello vi è un edificio non molto più alto dell’edificio vecchio … In testa vi è un’altra torre, e ritornandosi nella parte del Castello a destra vi è la Cappella con tre altari … Tutto il Castello è di forma irregolare con suoi torrioni negli angoli circuita dalla parte di fora da muraglie con prima e seconda ritirata con più reveglini; il ridetto Castello è fortissimo per gioco di mano, ed anche quasi d’artiglieria”.

Casa del Pellegrino-Castello Colonna-Eboli
Casa del Pellegrino-Castello Colonna-Eboli

L’ultimo proprietario, il barone Romano Avezzano, nel 1935, essendo Senatore del regno, lo vendette al Ministero di Grazia e Giustizia e dal 1939 fu Casa di Reclusione per minori  per passare poi a Carcere per la Custodia Attenuata (ICATT) diretto dalla Dottoressa Rita Romano.

La causa del crollo della piccola torre è stata del vento o della pioggia?

Molti ipotizzano che a causa dei lavori, che a pochi metri si stanno facendo, sia avvenuto il crollo.

Un giorno, lento pede, sentii vibrare la zona. Stavo salendo le scale che dalla Ripa menano a piazza San Cosimo. Mi venne in mente  la sera del 23 novembre 1980. Ed ieri sera (8 marzo), alla stessa ora, alle 19.30 la torretta cadde. Saranno state le scosse del 23 novembre o quelle di qualche giorno prima provocate dalla mano dell’uomo per intascare una cifra con tanti zeri?

Chissà come mai nessun’ex amministratore e promotori collaterali è stato, quella sera, sul luogo dell’accaduto. Nelle tante riunioni era stato annunciato tale crollo. Si prevedeva.

Io e tanti come me amano Eboli … loro … i soldi, altro che bene per Eboli!”

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Eboli, 10 marzo 2015

3 commenti su “Eboli: Il Castello Colonna cade ai piedi di una politica ignorante”

  1. Crollo sicuramente causato dalle vibrazioni che in questi mesi stanno interessando l’area,dovute ai lavori per il centro polifunzionale.

    Centro polifunzionale che è a mio avviso un opera completamente inutile,figlia di una politica votata allo sperpero,e probabilmente anche al ladrocinio di denaro pubblico.

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  2. Vorrei che a sgomberare le pietre e a catalogarle siano quei consiglieri comunali (e sindaco) che hanno votato a favore della costruzuione di quell’obbrobio, compreso il pretucolo-imprenditore. Devono venirsele a caricare sulle spalle una per una come i dannati del girone infernale dantesco. Ad espiare una colpa che dovranno portarsi dietro per il resto della vita, fin dentro la tomba.

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  3. Pregevole articolo, di persone che sono “sicure” di quanto dicono. Peccato che sono disinformati dei reali fatti. Leggasi, come utile riflessione, quanto affermato nell’appropriato articolo dall’Ing.G. Del Mese. Chi voglia parlare del crollo vada prima su Google maps – agosto 2012 – e vada a vedere il preesistente stato di degrado delle mura del castello colonna (area crollo). Viene, allora da domandarsi, ma dove erano quelli dell’arco dei tredici

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