Costituita a Eboli l’Associazione “Gioventù ebolitana”

Si è costituito il movimento “Gioventù Ebolitana”, con sede in Piazza della Repubblica ad Eboli (SA). PRECISAZIONE: Giarletta e Cicalese non sono tra gli aderenti.

L’iniziativa è di un gruppo di giovani accomunati dalla condivisione di valori quali famiglia, lavoro, patria, solidarietà e che comprende le varie anime del centrodestra liberale, cattolico, riformatore e sociale. Di seguito le varie dichiarazioni.

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EBOLI – In data 23 marzo 2013 scorso si è costituito il movimento associativo “Gioventù Ebolitana”, con sede in Piazza della Repubblica ad Eboli (SA), nato per lanciare idee nuove e concrete per la spenta città di Eboli, ma soprattutto per aggregare nuove energie, giovani e disinteressate ma mosse solo dal desiderio di partecipare e contribuire con il proprio impegno alla ripresa della Città.

Al gruppo di giovani, che sidefinisce “volenterosi” accomunati dalla condivisione di valori quali la famiglia, il lavoro, la patria, la solidarietà e che comprende le varie anime anime del pensiero polittico che si rifà alla destra liberale, cattolica, riformatrice e sociale, collocandosi con la sua azione nell’ambito del centro destra, fanno parte: Aurelia Altieri, Vito Antonio Altieri, Antonio Benincasa, Enza Cardiello, Salvatore Cimmino, Angelo D’ Andrea, Fiore Enzo Grillo, Benito Guadagno, Sabrina Rosamilio, Antonio Russo, Pasquale Tancredi.

Il movimento “Gioventù ebolitana” così come non si fa specie di richiamarsi ai valori della destra, si sente di avere come riferimento il coetano e giovane consigliere e capogruppo del Popolo della Libertà Damiano Cardiello.

“Ci poniamo dalla parte di chi ama la propria città – si legge nelle motivazioni esposte nel loro comunicato – ma vede sempre più  vicino il baratro. Sono 40 anni che chi amministra, indipendentemente dal partito di appartenenza, non riesce a dare risposte risolutive ai problemi dei giovani e incredibilmente abbandona Eboli ad una lenta agonia.

Il nostro obiettivo – prosegue – è quello di fornire dei progetti, ovviamente affiancati da una sostenibilità economica che non permetta di scrivere il solito libro dei sogni, che possano essere recepiti dall’amministrazione comunale per il rilancio delle politiche giovanili.

Agiremo a 360 gradi per il bene della città, – conclude la nota dei “giovantù ebolitana” – convocando già dalla prossima settimana l’Ass. al ramo per capire se dall’altra parte c’è qualcuno che ascolta e da risposte.

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PRECISAZIONE:

Ricevo e pubblico la richiesta del sig. Pierluigi Giarletta, precisando che il suo nominativo era inserito nel comunicato che il Movimento Associativo “Gioventù Ebolitana” ha inviato a POLITICAdeMENTE per la pubblicazione, e tra l’altro, mi corre l’obbligo di precisare, che prima di pubblicarlo a seguito di tre richieste inviatemi, ho chiesto per ben due volte, all’indirizzo elettronico che me lo inviava, di fornirmi i nominativi per ottenere la conferma della veridicità dell’informazione, cosa che successivamente è stata fatta.

Pertanto, nel mentre mi dispiace per il coinvolgimento involonatrio del Sig. Giarletta, ritengo sia giusto ci sia nello stesso articolo e con eguale rilievo, la notizia della sua più completa estraneità al Movimento di cui sopra, e per onestà mi aspetterei che gli stessi fornissero eguali chiarimenti ed eguali scuse, ricordando che il coinvolgimento in iniziative del genere non può essere manifestato se non attraverso una precisa volontà degli interessati, e a tale proposito, poiché vi è la tendenza a semplificare, per il futuro si accetteranno solo comunicazioni ufficiali di organismi costituiti, sempre che ci inviino documenti sottoscritti.

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Alla c.a. del Dott. Massimo DEL MESE

 Amministratore del BLOG
“POLITICAdeMENTE” – Eboli

OGGETTO : richiesta rettifica

Il sottoscritto GIARLETTA PIERLUIGI, in seguito a quanto dichiarato nell’articolo a firma Admin e pubblicato  sul Suo blog in data 14 aprile u.s., avente ad oggetto l’avvenuta costituzione in Eboli del Movimento Associativo “Gioventù Ebolitana” e constatato che il suo nominativo viene indicato tra i giovani aderenti,

p r e c i s a

di non aver mai sottoscritto alcuna adesione al gruppo in parola e chiede, pertanto, la rettifica di quanto erroneamente asserito, anche mediante la pubblicazione in rete del presente comunicato.

                Cordiali saluti

Eboli, 15 aprile 2013

                                                                                                                                             f.to   Pierluigi Giarletta

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PRECISAZIONI dal Movimento “Gioventù Ebolitana”

A seguito della precisazione di Pierluigi Giarletta, è pervenuta una ulteriore precisazione da parte del Neo-Movimento “Gioventù Ebolitana” che si riporta quì di seguito: “Al fine di rendere unitario l’articolo sul movimento gioventù ebolitana si allega il logo del Movimento, così da sostituire la foto del consigliere Damiano Cardiello, specificando che lo scopo dei ragazzi che hanno dato vita al Movimento è quello di partecipare alla vita politica e sociale della città e offrire il proprio contributo in termini di idee. – aggiungendo inoltre – Il riferimento al Consigliere Cardiello è solo perché possa essere il terminale “operatico” del movimento stesso, così come erroneamente è stato inviato un comunicato che riportava oltre al nominativo di Gianluigi Giarletta anche quello di Antonio Cicalese, in qualità di aderenti-fondatori anziché solo come partecipante alla discussione. – infine – Sebbene non ci sarebbe nulla di male che il Consigliere Cardiello partecipasse al Movimento, facendone parte attivamente, il riferimento a lui non è affatto da intendersi che il movimento sia da considerarsi come gruppo “Cardiello”. Per questo ci scusiamo con tutte le persone che a vario titolo sono state coinvolte involontariamente nella vicenda, dando corpo solo a fraintendimenti, sperando si comprenda che non vi è stato nessun alta motivazione”.

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Eboli, 12/04/2013 – aggiornato il 16 aprile, alle ore 10.15

8 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. e come si mantiene quest’associazione ???? forse con i 5000 euriiii che in un mese la provincia di salerno a elargito al figlio di un politico etolitano solo perchè aveva un brillante curriculum

  2. AUGURI Dott. D.Cardiello…bella iniziativa,peccato sia in realtà una mini-segreteria politica,in erba appunto,di un cons.com. di minoranza figlio di un Senatore…troppo partigiana, ed un simile modo di pensare non dovrebbe albergare nei giovani,anzi prima dei 30 anni si dovrebbe essere idealisti..
    best regards..

  3. Come inizio niente male: tra smentite e precisazioni sulla costituzione del movimento, dovremmo aspettarci di tutto quando si entrerà nel dettaglio delle proposte… Mala tempora currunt !!!

  4. Damiano è un bravo ragazzo,non spocchioso,e anche alla mano,e lo dico con sincerità!
    D’altronde constato che l’inaspettata rielezione,del “fortunello” padre lo ha ringalluzzito oltre misura.
    Spero che l’entusiasmo giovanile e una iper-attività cui lo vedo coinvolto negli ultimi tempi,non finiscano alla lunga per danneggiarlo.
    Forse,ma è una mia sommessa opinione, un + basso profilo sarebbe maggiormente favorevole nel lungo periodo,alla sua attività politica,del resto in Italia i padri cedono ai figli i posti,e la vita pubblica non fa eccezione…

  5. Non lo conosco personalmente questo ragazzo e se non fosse stato per questo blog non avrei saputo dell’incarico che ha avuto dalla provincia pare da diversi anni ormai.
    Trovo eticamente inaccettabile però il presenzialismo e la demagogia in puro stile berlusconiano rampante.
    Condivido con blazer che un profilo più basso forse sarebbe preferibile ma forse di converso lo getterebbe in una specie di anonimato che è una condizione che non sembra congeniale al suo modo di intendere la politica.
    Del resto ci sono persone, anche qui ad Eboli e non solo, che hanno raggiunto posti che in un contesto normale sarebbero stati loro assolutamente preclusi se non avessero avuto questo tipo di approccio.
    Pare e me lo auguro di cuore che però all’orizzonte si profilino dei cambiamenti abbastanza significativi e questo atteggiamento bifronte dovrebbe essere sempre più stigmatizzato ed evidenziato come un indice di poca credibilità.

  6. Il logo è brutto. Comunque, in bocca al lupo.

  7. ATTENZIONE: se è vero che ha avuto un incarico da 5000 euro grazie al padre senatore della repubblica allora è da contestare.
    Poi se vuole fare politica ed è figlio di un esponente politico purchè lo faccia diligentemente, alla luce del sole, senza intrallazzi vari, SERIAMENTE E PER L’INTERESSE DELLE COLLETTIVITA’ perchè no.
    Scusate mica deve essere “ammazzato” solo perchè uno nasce figlio di un politico.
    E allora tutti quei figli di politici, dirigenti e così via – SEMPRECHE’ SE LO SIANO SUDATO ATTRAVERSO UN CONCORSO PUBBLICO – che occupano posti importanti nelle amministrazioni pubbliche, nei giornali, nelle televisioni, nelle banche ecc. non avrebbero mai dovuto lavorare?
    E che dire poi dei figli degli appartenenti alle Forze dell’ordine (Carabinieri- Polizia di Stato – Guardia di Finanza, Polizia Municipale, ecc)che sono stati arruolati negli stessi corpi dei genitori?
    Insomma OCCHI APERTI E ORECCHIE TESE ma senza pregiudizi e preclusioni verso nessuno che merita.
    Saluti

  8. @AGATA,IL TUO è UN RAGIONAMENTO CONDIVISIBILE,MA SU SOLO DAL PIANO TEORETICO, LA CONTINGENZA DEL REALE E’ BEN ALTRA!
    Sulla Bbc una nuova denuncia: per trovare lavoro nel nostro paese contano più i parenti che il merito,SIAMO LO “SCORNO” D’EUROPA,LEGGETI QUESTO DALLA RIVISTA SCIENCE http://italiadallestero.info/archives/12124
    Studio: il nepotismo dilaga in Italia
    DI ELISABETH PAIN – 4 SETTEMBRE 2011
    PUBBLICATO IN: USA

    TRADUZIONE DI ITALIADALLESTERO.INFO
    Stampa

    Si dice che i casi di nepotismo abbondino nelle istituzioni accademiche italiane, ma è sempre stato difficile stimare con esattezza quanto sia diffuso questo fenomeno. Uno studio statistico pubblicato oggi dalla rivista scientifica PLoS One suggerisce che le pratiche nepotistiche sono dilaganti in Italia: medicina e ingegneria industriale tra le discipline più affette.

    “Spesso incontro altri italiani emigrati all’estero e i primi 20 minuti di conversazione si passano lamentandoci dello stato penoso delle istituzioni accademiche in Italia”, incluso il nepotismo, scrive via e-mail a Science Career l’autore dello studio Stefano Allesina, ricercatore italiano in qualità di professore associato al Dipartimento di Ecologia ed Evoluzione del “Computation Institute” dell’Università di Chicago in Illinois. Così, avendo trovato una banca dati pubblica di ricercatori italiani, Allesina dice che non ha potuto “resistere alla tentazione di controllare se si tratta solo di poche mele marce (come affermano sempre il Ministero e altri politici) o no”.

    Il database che ha usato – reso disponibile dal Ministero dell’Educazione, dell’Università e della Ricerca – elenca nomi e cognomi dei circa 61340 professori permanenti in Italia e le relative istituzioni, dipartimenti e discipline. Allesina, da teorico dell’ecologia, racconta di aver trattato il problema in un modo simile “al calcolo di quante specie di alberi dovremmo trovare in un’area definita, data la frequenza delle specie in una foresta.” Con la correzione dovuta alla naturale distribuzione dei cognomi in Italia, Allesina si è chiesto quanti cognomi bisogna aspettarsi di trovare in una certa disciplina se questi fossero selezionati in modo casuale, e ha confrontato questo numero con il numero reale.

    Allesina ha trovato “una grave carenza di nomi”, molto pronunciata in ingegneria, legge, medicina, geografia e pedagogia e anche al sud d’Italia. “La probabilità che le assunzioni siano oneste è estremamente bassa” dice Allesina. Linguistica, demografia e psicologia avevano la più bassa probabilità di nepotismo secondo l’analisi di Allesina.

    “Ciò che trovo sorprendente sono le dimensioni del fenomeno, specialmente perché la mia analisi analizza il nepotismo sottostimandolo” dichiara Allesina. Poichè le donne italiane nel campo accademico di solito mantengono il cognome da nubile, la sua analisi non conta i casi in cui le mogli sono assunte dai mariti professori, e i casi in cui docenti donne assumono dei parenti stretti. “Dunque parliamo di tonnellate di mele marce.”

    “Allesina ha scoperto l’acqua calda come diciamo noi in Italia”, scrive via e-mail Pasquale Stano, giovane biologo sintetico all’Università di Roma Tre. “Chiunque lavori all’università sa che ci sono molti casi di nepotismo nell’ambiente accademico italiano”. Ma questo studio è importante perché “si passa dalle opinioni ai fatti.” E i fatti sono molto più difficili da contestare, dice Stano.

    Allesina e Stano concordano sul fatto che il nepotismo può avere conseguenze molto dure per i giovani ricercatori. “Assunzioni nepotistiche sono solo la punta dell’iceberg (…). Giovani ricercatori sono lasciati in attesa mentre i più vecchi vengono promossi in base all’anzianità” dice Allesina. “Tuttavia le cose non sono così semplici” secondo Stano. Molto spesso i membri di ben note famiglie accademiche hanno delle qualifiche molto migliori, più esperienza o più pubblicazioni, “perché hanno avuto più opportunità nella loro carriera di postdoc (grazie al nome di famiglia e all’influenza dei genitori). Così vinceranno legittimamente una posizione permanente”.

    Lo scorso dicembre, il governo italiano ha approvato una riforma universitaria che proibisce di assumere parenti stretti all’interno dello stesso dipartimento. Ma nessuno dei due scienziati ritiene che questa riforma risolverà il problema. Professori ordinari con molto potere faranno in modo che i loro parenti vengano assunti da altre università, sostiene Stano.

    In alcune discipline “il nepotismo (…) di certo ha troncato molte carriere e ha obbligato molte persone qualificate a cambiare lavoro o a trasferirsi all’estero”, scrive in un e-mail Luca Leuzzi, giovane ricercatore dell’Istituto per i Processi Chimici e Fisici del CNR.

    Ma il nepotismo è solo uno dei problemi che i giovani scienziati italiani devono affrontare quando cercano di entrare nel mondo accademico. “I tagli finanziari a tutto il sistema pubblico sono stati draconiani e senza alcun criterio, così è praticamente impossibile fare nuove assunzioni e coloro che vanno in pensione non vengono sostituiti.”

    [Articolo originale “Study: Nepotism Widespread in Italy” di Elisabeth Pain]

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