Scontro Rosania-Melchionda sul "Protocollo sugli appalti"

L’assenza del Comune di Eboli è un’assenza grave. Su queste cose non si scherza e non si possono accettare giustificazioni.

EBOLI – Il Consigliere Regionale Gerardo Rosania affida a un comunicato stampa la sua posizione e quella del suo gruppo, “La Sinistra”, rispetto alle dichiarazioni del Prefetto di Salerno Claudio Meoli, riportate in un’intervista rilasciata al quotidiano “il Mattino”, circa l’assenza della totalità dei Comuni rispetto all’incontro tenuto in Prefettura per stilare “il Protocollo sugli appalti“.

Il “Protocollo” dovrebbe essere una sorta di “disciplinare” da osservare per evitare che in Provincia di Salerno si possano insinuare organizzazioni malavitose legate alla Camorra in generale e più in particolare a quella dei “Casalesi” che pare sia quella più aggressiva e più organizzata in questa materia.

Non si può che condividere la preoccupazione del Consigliere Regionale Rosania che lamenta la scarsa attenzione sul problema degli appalti, dell’attenzione della camorra sugli appalti, e le giustificazioni che il Sindaco Martino Melchionda ha fornito circa l’assenza del Comune di Eboli.

Non ci sono giustificazioni per un’assenza così grave, su queste cose non si scherza, per queste cose uomini coraggiosi hanno perso la vita, e per questo non bisogna mai abbassare la guardia, se passa la teoria, come si è tentato di fare, che poiché erano assenti tutti  i Comuni, quella del Comune di Eboli non è grave, allora siamo ai “saldi”, all’assoluzione per “quantità”, e passa il principio: rubano tutti rubiamo anche noi.

Questa è “barbarie”, deve passare un altro principio di “grandezza”: ribelliamoci tutti, così tutti si ribellano.

COMUNICATO STAMPA

del Consigliere Regionale Gerardo Rosania del Gruppo “La Sinistra”

Protocollo sugli appalti : il Sindaco ha letto solo il titolo

Ho letto, con attenzione, la risposta del Sindaco di Eboli sulla questione del protocollo degli appalti che “La Sinistra” aveva sollevato dopo l’intervista del Prefetto di Salerno su “Il Mattino”.
Alla fine della lettura, oltre ad un senso frustante di sconforto( perché ti accorgi che tutto inutile!)
ho riportato netta la sensazione che “questo” oltre al titolo non ha letto nulla dell’intervento de “La Sinistra” . Pazienza!
Ma come ?

C’è da alzare l’attenzione sulla penetrazione camorristica negli appalti pubblici anche in provincia di Salerno.
Che probabilmente va riaperta la discussione sullo svuotamento della legge “Rognoni-La Torre” che disciplinava la materia.
Che bisogna accelerare la stipula del protocollo sulla legalità che, allo stato, è stato firmato solo dalla Provincia e da un comune su 158.
Che il Consiglio comunale venisse convocato per discutere la questione e chiedere la stipula del protocollo rivendicando, quindi, un protagonismo del Comune di Eboli.

Che cosa risponde il Sindaco?

In provincia di Salerno solo un comune ha firmato il protocollo. ( Beh ! Lo sapevamo e l’avevamo detto!)
Che il protocollo è ancora irretito da lungaggini burocratiche. (Beh! Una constatazione che non cambia nulla. Ci aspettavamo di saper cosa il Comune di Eboli stesse facendo per accelerare!)
Che non si deve parlare di queste cose, perché si lanciano inutili allarmi e si corre il rischio di sobillare la popolazione. ( guai a dire che ci possano essere questioni! Ci sembra francamente una visione vecchia, la logica dello struzzo, su cui le mafie hanno costruito la loro fortuna!)
Che il tutto è mosso da volontà polemica da parte del sottoscritto. ( Attenzione non “La Sinistra”, ma per il Sindaco, la colpa è solo mia! E’ un incubo!)
Poveri noi ! Purtroppo si parla nel deserto!
Quando diciamo che bisogna cambiare…

GERARDO ROSANIA

Consigliere Regionale

1 commento su “Scontro Rosania-Melchionda sul "Protocollo sugli appalti"”

  1. Evidentemente non fa piacere a nessuno che si controlli sulla legalità degli appalti. Oggi il Presidente della Provincia Villani ha revocato un appalto a una ditta. Non basta. questa ditta deve essere analizzata con lenti di ingrandimento. Melchionda non trovare scuse.

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